ASCOLI PICENO – Sono stati soltanto tre i punti trattati durante il consiglio comunale che si è riunito nella tarda serata di ieri, mercoledì 12 maggio. L’argomento principale su cui la maggioranza e l’opposizione si sono confrontati ed hanno dibattuto è stato la nomina dei rappresentanti del comune di Ascoli in enti aziende ed istituzioni.

La proposta di delibera presentata dai consiglieri comunali Francesco ViscioneValeriano Camela e Amedeo Ciccanti (Udc) e la proposta presentata dai consiglieri Antonio Canzian (Pd) e Silvia Parlamenti (gruppo Canzian la primavera di Ascoli) avevano molti punti in comune e si è deciso quindi di preparare un emendamento con proposta unica.

«Nella nostra delibera – sottolinea il consigliere Francesco Viscione – abbiamo inserito alcuni punti fondamentali  come ad esempio l’esclusione per coloro che sono legati al comune o all’ente o da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza».

Sulla stessa lunghezza d’onda è intervenuto Emidio Tosti Guerra, capogruppo del Pdl, il quale ha sottolineato come invece la proposta di delibera presentata dalla maggioranza che ha per oggetto “indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni” sia sintetica e focalizzi con trasparenza i punti principali.

«Possiamo allargare l’esclusione anche fino al quarto grado di parentela – sottolinea Emidio Tosti Guerra (Pdl) – evitando di cumulare più di un incarico comunale. E’ anche giusto che le nomine vengano pubblicizzate su internet e chi ne presenta domanda possa trasmettere il suo curriculum con tutti i requisiti che possiede».

Non si è fatta attendere la risposta del consigliere Silvia Parlamenti (Pd) che non si spiega come, date le similitudini delle delibere, non siano state prese in considerazione quelle della minoranza ma ne sia stata presentata un’altra dalla maggioranza.

«Si parla di esclusione dei parenti fino al quarto grado – continua Silvia Parlamenti – ma non si parla dei parenti collaterali. L’aspetto principale è ribadire che chi svolge una funzione politica non può ricoprire la carica di rappresentante presso un ente e ci deve essere una selezione pubblica dove ciascuno deve presentare il proprio curriculum per garantire la massima trasparenza».

In appoggio alle parole di Silvia Parlamenti è intervenuto Antonio Canzian (Pd) che ha presentato un emendamento sottolineando che sarebbe un segnale di innovazione per l’ente amministrazione se nella formulazione dei criteri della nomina venisse introdotto l’elemento qualificante dell’avviso pubblico per selezionare chi possa essere idoneo a far parte del consiglio di amministrazione delle partecipate.

«Abbiamo auspicato una soluzione unitaria – conclude Emidio Tosti Guerra (Pdl) –  abbiamo accolto quasi tutte le richieste da voi pervenute ma quello che voi proponete, diventerebbe un bando di concorso che non c’è e mai ci sarà nei cassetti del comune ma ogni consigliere avrà la facoltà di proporre una candidatura».

La proposta di delibera di Francesco Viscione e Silvia Parlamenti così come quella di Antonio Canzian sono state respinte mentre con 20 voti favorevoli e 13 contrari e tre astenuti è stata approvata la proposta di Emidio Tosti Guerra, capogruppo del Pdl.

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