GROTTAMMARE – L’iniziativa è nata su proposta del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e si è tenuta in contemporanea nei vari Comuni d’Italia che hanno aderito alla Marcia della pace, in programma domenica 16 maggio. “T’illumino di più” è la campagna promossa da numerose organizzazioni tra cui la Tavola della Pace,  Articolo21, LiberaInformazione, Caterpillar (Radio 2), Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Fnsi e Usigrai e che si propone di portare al centro dell’attenzione i temi sociali e civili. Una pre giornata per la pace, quindi, quella di mercoledì 12 maggio, che ha visto coinvolta anche la Perla dell’Adriatico, un’occasione per parlare di ciò che sta facendo l’amministrazione e di ciò che si farà.

«Il nostro – dice Ugo Lisciani, presidente del Consiglio comunale e moderatore dell’incontro – è molto attento a queste problematiche e grazie all’impegno di molti gruppi, delle scuole, sono state realizzate idee fantastiche».

Quella che maggiormente spicca è la bandiera della pace che è stata costruita, nel vero senso della parola, dagli alunni delle scuole grottammaresi, più di 500 pezzetti di stoffa colorata con messaggi e impressioni, raccolti al chiosco della pace durante la scorsa fiera di San Martino, amabilmente cuciti fra loro da Gabriella Ciarrocchi, della Consulta per la fratellanza fra i popoli.

«Questa bandiera – continua Lisciani – dimostrano la sensibilità dei ragazzi a questo tema e sfilerà il 16 maggio nella marcia Perugia Assisi».

L’importanza della bandiera cucita da tutta la cittadinanza viene portata da Suor Carla Sirch, della Consulta per la fratellanza: «Da’ un senso di partecipazione: i bambini hanno coinvolto le proprie famiglie, dando colore alla pace. A loro non interessava sapere che fine avrebbe fatto il loro disegno, quanto piuttosto lasciare un’impronta importante».

Come si sa, non è la prima volta che l’amministrazione è partecipe alla solidarietà, il consigliere comunale con delega alle politiche di pace e della Consulta Lina Lanciotti ricorda quanto fatto ad esempio per il popolo del Saharawi, e gli incontri con altri popoli che ci sono stati, come con la Palestina o l’isola di Capoverde: «Nello statuto della città – dice – c’è un richiamo ben preciso, questo ha un alto valore educativo a seguire la pace, perché vale qualsiasi sia il colore politico che governa la città o la religione».

Se ogni anno un popolo era “protagonista” della marcia, quest’anno ad esserlo saranno i rifugiati «Ci si lavora da due anni – dice il neo assessore Daniele Mariani – sono stati coinvolti molti gruppi, dalla Consulta al GUS al Consiglio comunale dei ragazzi, e quest’anno marceranno con noi i rifugiati politici grottammaresi, per il diritto d’asilo».

Una piccola nota negativa c’è stata però, a quanto pare. Il pullman organizzato da Grottammare ha dovuto accontentare non solo la propria città, ma anche il bacino territoriale limitrofo «Sono arrivate molte telefonate – dice Mariani – anche dall’Abruzzo. Quest’anno la Provincia non ha organizzato pullman».

Per una nota negativa, una positiva: il coinvolgimento delle scuole è molto alto. Quest’anno il consiglio comunale dei ragazzi ha affrontato il tema dei diritti umani ed ha aderito con piacere a questa iniziativa. «È un vero atto di solidarietà – dice Alessandro Concetti, sindaco dei ragazzi – e noi abbiamo accolto con entusiasmo. Durante l’anno abbiamo aderito anche con piccole azioni quotidiane, perché non basta il principio ma occorre anche andare nel concreto».

Infine, su questa scia, una piccola anticipazione per il mese di giugno: il 20 infatti è la “Giornata mondiale del rifugiato” e a Grottammare, per la prima volta, la Consulta per la fratellanza fra i popoli ha organizzato una serie di eventi per sensibilizzare al meglio la cittadinanza.

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