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riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno

GROTTAMMARE – A una settimana dalla tragedia che è costata la vita al suo esperto comandante, il marinaio sambenedettese Francesco Voltattorni, il motopesca Iris si trova ancora lì. Ribaltato, se ne vede solo lo scafo. Affiora dalle acque, a pochi metri dalla spiaggia di Grottammare.

Le condizioni meteomarine non favorevoli e la laboriosità di queste operazioni sta facendo slittare il momento del recupero del relitto. Il carico di gasolio sembra essere al sicuro, visto che finora non si sono registrate perdite.

Nel lungo servizio video che proponiamo ai nostri lettori si vedono le operazioni di recupero svolte mercoledì mattina. Vediamo all’opera il motopontone Artiglio, di base al porto di San Benedetto (se non erriamo è il mezzo che opera per la disposizione delle scogliere frangiflutti). Chiediamo lumi sulle operazioni a Otello Ratta, valente sommozzatore professionista sambenedettese, operativo fin dai primi minuti dopo il naufragio, prima nei soccorsi e poi nelle operazioni di ricerca in mare e attorno al relitto.
I sommozzatori della ditta contattata dagli armatori Pietro e Francesco Merlini stanno da un paio di giorni operando una bonifica attorno al relitto, che nel frattempo sta visibilmente sprofondando sempre più nel fondale sabbioso. Bonificare vuol dire recuperare le reti da pesca, eliminare gli ostacoli all’imbracatura dello scafo e togliere le sporgenze superflue che possono ostacolare le operazioni.

Nelle immagini si vedono gli “uomini rana” che compiono delle operazioni con la fiamma ossidrica sullo scafo rovesciato. Probabilmente stanno realizzando dei fori che serviranno per far passare i tiranti di acciaio collegati alle staffe, cioè all’imbracatura che sarà disposta fra il fondale e la parte immersa del relitto. La bonifica, inoltre, serve anche a far operare in condizioni di sicurezza i sommozzatori, eliminando gli oggetti che potrebbero impigliarli.

A tirar su il relitto e poi rimorchiarlo fino al vicino porto ci penserà un pontone ben più grande e potente dell’Artiglio. Dovrebbe arrivare entro un paio di giorni, condizioni del mare permettendo, dal nord dell’Adriatico, trascinato da un rimorchiatore che poi lo condurrà sul luogo del naufragio, rimanendo a distanza di sicurezza dove i fondali sono più alti, collegato al pontone stesso con dei cavi.

E’ stata scartata l’ipotesi di disincagliare l’Iris con dei palloni gonfiabili, perchè si trattava di un metodo troppo dispendioso in termini di tempo. Si preferisce usare la forza meccanica del pontone per sollevarlo, cercando di fare il prima possibile. Il gasolio è al sicuro, ma la Capitaneria di Porto che sovrintende i lavori non vuole correre nessun rischio di inquinamento, neanche lontano.

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