SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Aldo Moro non fu rapito perché volesse portare i comunisti al governo, ma come autonoma iniziativa delle Brigate Rosse»: Parla così lo storico Giorgio Galli, intervenuto nella mattinata di domenica all’inaugurazione di Piazzale Aldo Moro.

Lo spiazzo in questione è quello antistante il Palariviera. La targa è stata scoperta alla presenza di autorità, cittadini e dello stesso Galli che, sabato ha invece presieduto un incontro all’auditorium Tebaldini, nel quale ha parlato del suo libro, “La venerabile trama. La vera storia di Licio Gelli e della P2. «La mia tesi è che Moro non fu eliminato da un complotto tra Br, P2, servizi italiani e americani», ha spiegato lo scrittore. «Le Brigate Rosse volevano essere legittimate come soggetto politico e guidare una rivoluzione in Italia. Per questo fu giusta la linea della fermezza e non si dovrebbero avere ripensamenti su di essa».

Tornando alla Piazza, Gaspari s’è mostrato entusiasta: «Questa città ha pagato un pesante tributo al fenomeno del terrorismo, ed è tempo che si liberi delle sue ultime ombre. Il successo di questa struttura culturale, sarà da oggi legato al nome di Aldo Moro, per una memoria condivisa e come simbolo di alti valori. «Questa città ha pagato un pesante tributo al fenomeno del terrorismo, ed è tempo che si liberi delle sue ultime ombre», ha detto al Palariviera il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari, «Nel suo recente romanzo “I giorni della rotonda”, Silvia Ballestra ha raccontato quegli anni e l’attorcigliarsi dell’uomo su se stesso, tra terrorismo e dilagante diffusione della droga. Il successo del Palariviera come struttura culturale, sarà da oggi legato al nome di Aldo Moro, per una memoria condivisa e come simbolo di alti valori».

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