dal settimanale Riviera Oggi numero 820
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un trend di diminuzione degli incidenti incoraggia, ma non è sufficiente per definire sicura la viabilità a San Benedetto del Tronto. Già, perché nelle settimane scorse abbiamo assistito ad una rappresentazione ormai consueta. Il Comune presenta lo studio sull’incidentalità stradale. I punti critici, gli incroci dove avvengono più incidenti, sono da anni sempre gli stessi. Da una parte i tecnici, il loro lavoro scientifico in base ai dati statistici sugli incidenti raccolti dalle forze dell’ordine ed elaborate in base a griglie specifiche.
Dall’altra la politica oppure, oseremmo dire, l’impotenza della politica cittadina. Non ci sono soldi, bambole.
Faremo, vedremo, incontreremo. I punti critici del traffico sambenedettese, quelli per i quali l’analisi statistica non si stanca di urlare al rimedio, sono sempre quelli. Da anni. Ma l’assessore al Traffico Settimio Capriotti, quando si tratta di elaborare l’azione successiva all’analisi, può suo malgrado solo allargare le braccia ed inspirare chiedendo comprensione. Non dipende solo da lui, ed è vero. Non dipende solo dall’assessore ai Lavori Pubblici Leo Sestri. Dipende dai soldi che non ci sono. Dipende dalla politica complessiva dell’amministrazione comunale, che finora su alcuni punti critici non è intervenuta affatto.
Come vediamo dallo studio sull’incidentalità 2008, l’incrocio risultato a più alto tasso di incidenti è risultato quello fra via Calatafimi-via Pizzi (9 incidenti), seguito da quello fra via San Martino e via Pizzi (8 sinistri).
Nel 2007 (ma il trend è pressoché costante dal 2004 in poi) gli incroci con più incidenti sono stati tutti nel centro di San Benedetto: via Roma-via San Martino, via Pizzi-via San Martino, viale De Gasperi-via Asiago, via Calatafimi-via Pizzi. Al quinto posto, l’incrocio via del Cacciatore-via Goffredo da Buglione.
Insomma, i punti critici sono sempre quelli. Leggiamo dalla relazione sull’incidentalità 2008 coordinata dall’ingegnere comunale Cesare Buonfigli.
«Evidenziamo l’alta percentuale di incidenti sulla direttrice sud-nord (via San Martino) ed ovest-est (via Pizzi) in corrispondenza delle anguste strade del centro storico, tutte caratterizzate da angoli di visuale pressoché nulli anche per la presenza di autovetture in sosta. L’intervento in tali situazioni non può essere di corto respiro e impone un ripensamento complessivo della viabilità (ad esempio la tanto vagheggiata zona di traffico limitato in centro? Ndr). Discorso a parte merita l’intersezione di via Asiago ove le geometrie più ampie dell’incrocio permettono la realizzazione di una minirotatoria. Last but not least – continua la relazione – il caso dell’intersezione fra via del Cacciatore e via Goffredo da Buglione ove l’accesso alla sopraelevata è reso particolarmente problematico dalla scarsa distanza di visibilità che i conducenti hanno provenendo da via Da Buglione, distanza di visibilità inferiore ai 16 metri. Una rotatoria complessiva che interessi tutti gli undici punti di conflitto risolverebbe la situazione visti anche gli ampi spazi disponibili».
CHE FARE? LO SAPPIAMO MA ANCORA NON SI FA NULLA Oggi il professor Francesco Canestrari dell’università di Ancona non collabora più con l’ufficio del traffico, ma rimangono buone le sue proposte: in centro occorre restringere la carreggiata per i veicoli in prossimità di ciascun incrocio, allargando contemporaneamente i relativi marciapiedi. In aggiunta, mettere degli attraversamenti pedonali rialzati. Si tratta del sistema usato per gli incroci con le vie laterali su viale De Gasperi. Una messa a punto che ha il pregio di essere poco costosa e che segue la strategia del Traffic calming. Gli automobilisti vengono invitati dalla conformazione della strada ad adottare una guida moderata.
E poi le rotatorie. In via del Cacciatore, ma anche in via Mattei all’incrocio con la statale 16, nei pressi di piazza San Filippo Neri, sempre sulla statale 16.
L’ultima rotatoria realizzata in città è quella di Ragnola, peraltro inaugurata dalla giunta Gaspari ma finanziata dalla giunta Martinelli. Cosa si attende per completare il programma delle rotatorie? Sono il sistema più sicuro per prevenire gli incidenti nelle strade a grande percorrenza.
ALTRI PROGETTI NEL DIMENTICATOIO: CORSIA PREFERENZIALE PER I BUS Se ne iniziò a parlare nell’aprile 2008, a novembre di quell’anno il Comune disse che il progetto era cosa fatta. Parliamo della corsia preferenziale per gli autobus in via Togliatti. Corse più veloci e quindi più frequenti verso il centro, meno gas di scarico in via Voltattorni perché gli autobus non si bloccherebbero nelle code, nessun parcheggio perso. Insomma, un’idea lodevole e fattibile con poca spesa. Che fine ha fatto? Bloccata in attesa di capire se è estendibile a viale De Gasperi.
SCARICO MERCI IN CENTRO A dicembre 2008 Canestrari presentò uno studio secondo cui le modalità di consegna delle merci nelle attività commerciali del centro sono un fattore che provoca alto traffico, smog e inefficienza del servizio pubblico. Le consegne delle merci sono tutte concentrate nella fascia oraria 11-13, cioè nell’ora di punta. Si parlò di istituire il divieto di consegna merci nelle fasce orarie più problematiche (12-13; 17-18). Ma tutto tace. Si parlò poi di istituire una zona a traffico limitato in centro e un centro di distribuzione urbana delle merci in una piattaforma logistica appena fuori dal centro. Tutto tace. Come per la bretella collinare, la regina delle incompiute.

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