SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Duecento pagine per parlare soprattutto della Sla, anzi della stronza, come ha voluto ridefinirla appena appresa la notizia della malattia che lo stava distruggendo. Stefano Borgonovo non usa mezze parole nel suo “Attaccante nato” – libro scritto assieme al giornalista di Sky Alessandro Alciato – ed affronta la patologia in maniera diretta, partendo da quel maledetto 2005, quando la sclerosi laterale amiotrofica iniziò a togliergli lentamente il fiato.

«Allenava la primavera del Como – esordisce Alciato, accompagnato nel corso della serata degli “Incontri con l’autore” dal collega e amico Maurizio Compagnoni – e ad un tratto cominciò a parlare in maniera affannata. Fu quello il primissimo segnale della malattia, manifestatasi poi in altre circostanze che Stefano non riuscì immediatamente a ricollegare».

Da lì prese il via il difficile calvario di Borgonovo, con un malanno che prima dominò la sua persona e tutta la famiglia dell’ex campione di Milan, Fiorentina e Samb, ma che successivamente venne preso inevitabilmente di petto.

«La svolta – continua Alciato – arrivò durante un colloquio col medico, che gli chiese se voleva vivere o meno. Stefano a quel punto si domandò: “Ma chi sono io per decidere che voglio morire?”».

Ecco allora che il volume diventa un inno alla vita, al desiderio di lottare e di smentire i dottori, arrivati – in un primo momento – a pronosticargli appena un anno di esistenza.

«La Sla lo ha lentamente paralizzato, togliendogli i movimenti, la parola, la possibilità di mangiare in modo naturale. Gli sono rimaste le pupille degli occhi, con le quali comunica mediante un computer comandato dal suo sguardo».

Non parla troppo degli amici e degli affetti Borgonovo. Per tutelarli, ma anche – come detto all’esordio – per non sviare dal vero obiettivo dell’opera: far conoscere il morbo e trovare dei fondi per combatterlo.

Non mancano tuttavia brevi cenni all’esperienza sambenedettese nella stagione 1984-1985, con una città capace di adottarlo e di ergerlo a idolo della curva, e allo splendido rapporto instaurato con Gigi Cagni, capitano «straordinario e speciale».

Un attaccamento ricambiato dalla Riviera, ma mal dimostrato nella presentazione all'”Hotel Progresso”. Pochi infatti i cittadini presenti all’evento, che comunque ha visto la partecipazione, tra gli altri, del mister rossoblu Ottavio Palladini e del ds Giulio Spadoni.

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