SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Piazza San Pio X? Intendiamo mantenere gli impegni presi con il quartiere, la parrocchia, la città tutta. I tempi? Entro la primavera del 2011, cioè entro la fine del mio mandato, intendiamo concretizzare quanto possibile i nostri progetti». Lo dice il sindaco Giovanni Gaspari a proposito della annosa questione della piazza per il quartiere Marina di Sotto, di fronte alla chiesa San Pio X.

E’ notizia di questi giorni che il Comune ha affidato un incarico tecnico al giovane architetto Serena Sgariglia (spesa complessiva 6120 euro per il lavoro di questa professionista esterna al municipio). Il suo compito sarà quello di presentare una redazione grafica con rendering virtuali di alcune parti del piano particolareggiato di iniziativa pubblica. Si tratta della procedura con la quale il Comune intende completare le previsioni urbanistiche di sviluppo del quartiere. Che prevede non solo l’acquisizione al patrimonio comunale dell’area per la piazza, ma anche l’acquisizione di aree pubbliche per strade, aree verdi, parcheggi, e poi (come si legge negli atti amministrativi del Comune) “la previsione di nuovi servizi pubblici e privati anche di interesse generale che completino il tessuto urbano edilizio in zona di espansione residenziale, dotazione di edilizia sociale, aumento della sostenibilità ambientale degli interventi con utilizzo di fonti rinnovabili e di elevati standard di risparmio energetico nelle costruzioni”.

Lo studio appena commissionato dal Comune secondo il disciplinare di incarico, se ben comprendiamo, dovrebbe “fotografare” l’esistente (planimetrie, standard urbanistici attuali, reti degli impianti, viste prospettiche, profili altimetrici) e immaginare delle bozze per il futuro urbanistico della zona. Facendo elaborazioni grafiche computerizzate che servano anche al rapporto necessario per ottenere la Vas, la valutazione di impatto ambientale.
LA PIAZZA DEI SOGNI Gaspari non è il primo sindaco che si cimenta con la legittima aspirazione di un quartiere residenziale popoloso, avere una vera piazza in cui sviluppare attività aggregative o semplicemente sostare e incontrare gente. Purtroppo lo sviluppo urbanistico del quartiere non ha permesso finora a nessuna amministrazione comunale di acquisire al patrimonio pubblico lo spazio necessario. I terreni ci sono, ma sono di proprietà privata. Una “multiproprietà” recintata da una rete, diciassette proprietari tra cittadini e costruttori che non riescono ancora a mettersi d’accordo con il Comune.

Anni fa si tentò l’esproprio. Puntò su questa via l’amministrazione comunale di Domenico Martinelli, poi l’amministrazione Gaspari ha abbandonato questa strada giudicata troppo lunga, impegnandosi ad una soluzione alternativa che venne definita meno costosa in termini di tempo e soldi.

Ora il piano particolareggiato di iniziativa comunale viene definito come uno degli obiettivi strategici di fine mandato, una soluzione che accontenta tutti e regalerebbe finalmente la piazza al quartiere. Ci si domanda se da qui alla primavera del 2011 si potranno avere i primi attesi frutti.

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