SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo spostamento dei massi dalla spiaggia della foce dell’Albula è il primo passo delle grandi manovre che si stanno compiendo per la lotta annuale all’erosione marina, con una certa fretta per via dei ritardi accumulatisi per una serie di motivi.

Quei massi che si vedono nella foto si trovavano in mare e sul litorale, l’erosione li ha fatti rinvenire in superficie, creando allarme nei concessionari balneari dei primi venti stabilimenti a nord, quelli più colpiti dalla forza del mare e dalla mancanza di protezione artificiale.

Ora una ruspa li sta accumulando sul lato verso mare di viale delle Tamerici, la suggestiva strada che conduce verso il molo sud o verso la zona del faro. Rimarranno lì a protezione della strada dalle mareggiate che, come si ricorderà, nei momenti di maggiore violenza hanno fatto straripare l’acqua fino ad allagare i locali che si trovano di fronte.

Quindi sgombero della spiaggia dai massi affiorati e protezione della strada dalle mareggiate: un obiettivo duplice per questa primissima fase della campagna anti erosione 2010.

Come noto, poi, è stato momentaneamente accantonato il progetto di dragaggio dei fondali all’esterno del porto per reperire decine di migliaia di metri cubi di sabbia per quelle concessioni balneari ormai ridotte a poche file di ombrelloni. Non ci sono i tempi, a meno che non si vogliano avere ruspe e camion in spiaggia a giugno inoltrato e stagione turistica iniziata.

Dunque scatta l’operazione “spostamento della sabbia di sovrasedimentazione presente in alcune zone del litorale”. Così se ne parla nella delibera di giunta comunale che approva il progetto delle opere di ripascimento e delega gli uffici comunali ad individuare le ditte che vi lavoreranno.

A chi si è scandalizzato del fatto che verrà presa sabbia dalle spiagge libere per aiutare i 900 metri di concessioni balneari flagellate dall’erosione (fra tutte le forze politiche cittadine, l’unica ad esprimersi in questo senso è stata Rifondazione Comunista), l’assessore Settimio Capriotti è tornato a sostenere giovedì mattina: «Alle spiagge libere teniamo moltissimo, non subiranno furti o diminuzioni. Semplicemente sarà prelevata della sabbia sopra al livello del mare, senza intaccare la profondità della spiaggia stessa ma abbassandone di qualche centimetro l’altezza. E’ necessario fare una “spalmatura”, ci sono spiagge profonde 125 metri e altre venti metri».

Se venerdì scorso nel caldo incontro con i concessionari balneari i politici del Comune e della Regione assicurarono che la quantità di sabbia movimentata avrebbe raggiunto i venti-venticinquemila metri cubi, oggi la stima appare ribassata. Secondo i tecnici del Comune, le concessioni senza più spiaggia si potrebbero dimenticare i 25mila metri cubi in totale. Si potrebbe arrivare al massimo a ventimila, ma una stima più esatta della quantità si potrà avere solo dopo l’inizio dei lavori di prelievo della sabbia.

E il dragaggio? Procede a rilento, ma a questo punto non vi è fretta. A giorni ci sarà il carotaggio, ovvero i prelievi dai fondali esterni al porto per verificare la qualità della sabbia e la compatibilità con la spiaggia. Dopo le analisi dei campioni prelevati arriverà la draga. E il materiale prelevato – l’obiettivo è raggiungere 35mila metri cubi di sabbia –  sarà accumulato all’aperto, su una spiaggetta a nord del porto, fra San Benedetto e Grottammare. Si tratterà di una riserva di sabbia per il 2011, così pare.

Lo stanziamento di fondi per entrambe le operazioni – prelievo dalle spiagge libere, dragaggio – ammonta a 343mila euro. Finanziati a metà dal Comune e dalla Regione Marche

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