SAN BENEDETTO DEL TRONTO -Sistema sanitario pubblico e scuole uniti in due progetti sperimentali, rispettivamente sui disturbi di apprendimento e sul legame fra mal di schiena giovanile e peso degli zaini scolastici.

L’Unità Multidisciplinare Età Evolutiva (Umee) dell’ospedale civile, in collaborazione con le scuole Bice Piacentini, Cappella Curzi, Istituto comprensivo di Ripatransone, stanno infatti lavorando in task force in vista di ottenere dei risultati analitici a giugno.

Nel dettaglio il primo progetto, “La dislessia raccontata agli insegnanti”, è un piano di formazione e prevenzione dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) scolastico. I bambini con Disturbo Specifico di Apprendimento (in Italia il problema riguarderebbe almeno 1.500.000 persone), presentano una disabilità specifica relativa alla componente fonologica del linguaggio. Nonostante un’intelligenza nella media ed una adeguata istruzione scolastica, questi bambini mostrano consistenti difficoltà ad apprendere, questo li espone ad insuccesso scolastico con frequente abbandono degli studi. Le frustrazioni subite in ambito scolastico e familiare conducono spesso questi ragazzi ad una condizione depressiva, ad una limitata realizzazione sul piano lavorativo ed a problemi di adattamento sociale.

Per il DSA ad oggi non è prevista l’attivazione di uno specifico sostegno scolastico, né sono disponibili in letteratura Linee Guida che diano chiare indicazioni riguardo la durata del trattamento logopedico individuale.

La possibilità di intervenire precocemente è uno dei requisiti che concorrono a una maggiore probabilità di recupero delle competenze, scongiurando le conseguenze sociali di questa disabilità. Due psicologhe volontarie presso la Unità Multidisciplinare della Età Evolutiva, le dottoresse Ilaria Alesiani e Daniela Piunti, hanno individuato i bambini con difficoltà di lettura presso la Scuola Bice Piacentini e l’Istituto Comprensivo di Ripatransone, che ora stanno effettuando un training specifico fonologico-linguistico ad opera delle proprie maestre curriculari, formate e seguite dalle psicologhe stesse. A giugno i bambini che presenteranno ancora difficoltà di lettura saranno valutati per un opportuno approfondimento diagnostico dalla Neuropsichiatra Infantile della Umee Tiziana Capriotti.

Il secondo progetto è “Peso degli Zaini scolastici e mal di schiena: una tentativo di risposta educativa e tecnologica”.

Più di un terzo degli studenti italiani ha sulle spalle un carico che supera del 30% il loro peso corporeo e alcuni arrivano fino al 46%; queste percentuali sono superiori a quelle che la legge 626/94 consente negli adulti che svolgono lavori pesanti.

Dalla letteratura scientifica internazionale, non si evince in maniera certa la correlazione tra l’instaurarsi di deformità vertebrali o il loro aggravamento e l’eccessivo peso di cartelle e zaini trasportati dagli alunni.

In letteratura non è difficile trovare consigli e decaloghi sull’utilizzo dello zaino, l’industria d’altrocanto fornisce zaini dotati di ruote e zaini ergonomici. Il peso dello zaino appare come un dato di fatto, non modificabile rispetto ad abitudini consolidate. L’idea nuova è di “scaricare lo zaino” con un approccio metodologicamente corretto alla sua gestione (fronte educativo) ed attraverso l’utilizzo di ausili tecnologici (fronte tecnologico).

Il Dottor Alfredo Fioroni, dirigente responsabile della Umee, in accordo con la maestra Marisa Taffora ed il professor Leone Damiani proveranno a verificare questa possibilità attraverso una sensibilizzazione degli insegnanti e sfruttando contestualmente i nuovi strumenti tecnologici (L.I.M. – Lavagna Interattiva Multimediale) che oggi sono finalmente disponibili presso le scuole.
Queste due iniziative della zona territoriale 12 dell’Asur sono state presentate mercoledì dal commissario straordinario dottor Massimo Esposito e dalla dottoressa Giovanna Picciotti, direttore della Macrostruttura Servizi Territoriali Distretto.

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