SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella tarda mattinata di mercoledì il sindaco Giovanni Gaspari si è recato in Capitaneria di Porto per avere maggiori delucidazioni sulla sciagura del motopesca “Iris” che ha provocato la morte del comandante Francesco Voltattorni. Il Sindaco ha avuto un colloquio con il comandante Di Guardo e poi con operatori del mare, armatori e marittimi, che hanno avuto un ruolo diretto nelle operazioni di soccorso dei naufraghi. Nel pomeriggio il primo cittadino si recherà all’ospedale per portare ai congiunti di Voltattorni il cordoglio della città tutta.

Il Sindaco e l’assessore alle politiche del mare Settimio Capriotti hanno diffuso la seguente dichiarazione:

«La nuova sciagura del mare che fa ripiombare la marineria sambenedettese e la città intera nel lutto e nello sconforto arriva nel pieno delle discussioni che occupano la scena politica sulla dignità del lavoro e sulle condizioni per garantire condizioni più sicure a chi opera in situazioni di potenziale pericolo. Non entriamo ovviamente nel merito delle dinamiche che hanno condotto a questa disgrazia, al momento non possiamo che far sentire alla famiglia di Francesco Voltattorni la vicinanza e la solidarietà della città. Questo è l’ultimo di una impressionante serie di lutti che caratterizzano purtroppo la storia antica e recente di San Benedetto ed è stato doveroso da parte dell’Amministrazione individuare nel 23 dicembre, anniversario della tragedia del “Rodi”, la Giornata dedicata ai caduti del mare».

Proseguono il sindaco e l’assessore: «E’ necessario dunque ricordare, onorare i caduti per non perdere il senso di gratitudine per queste persone. Ma certo non è sufficiente. Non possiamo infatti esimerci dal ricordare come quello del mare sia uno dei mestieri più pericolosi, che ha bisogno di particolare attenzione da parte di tutti (armatori, lavoratori, autorità di controllo) per far sì che queste disgrazie non abbiano a ripetersi con questa impressionante cadenza. Senza dimenticare che si tratta di un mestiere fortemente usurante, che tante, troppe persone non più giovanissime devono continuare a svolgere non solo per rientrare nei requisiti di legge previsti per il pensionamento ma anche per l’assenza di un valido ricambio generazionale, cioè adeguatamente formato e motivato».

«Prima o poi bisognerà aprire una discussione collettiva, seria, su questi temi: non per piangerci addosso, perché di lacrime la città ne sta versando già abbastanza, ma per proporre alle autorità preposte soluzioni concrete, non più rinviabili, anche nell’organizzazione dello sforzo di pesca, affinché il mare non continui ad esigere, ancora nel 2010, un prezzo così insopportabilmente alto».

Anche da parte di Nazzareno Torquati, imprenditore, ex assessore al Porto, ex marinaio, a nome di Confindustria giunge l’invito ad una profonda riflessione sul mondo della pesca, a San Benedetto.

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