SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Diventare grandi partendo dal basso? Si può, e questa storia raccontata martedì 4 maggio dalla Gazzetta dello Sport lo dimostra.
Lo scenario è Arles, ridente cittadina provenzale di circa 50.000 abitanti, situata sulla rive del Rodano e alle porte della Camargue, perlopiù nota per il soggiorno di Vincent Van Gogh, che vi dipinse alcuni celebri capolavori, e ricca di resti romani. Qui ha sede l’Ac Arles, colori sociali gialloblu, una società che ha vissuto discreti fasti negli anni ‘70, raggiungendo la Ligue 2 (la serie B francese), ma che fino a pochi anni fa vivacchiava nella CFA2, la seconda serie dilettantistica francese, paragonabile alla nostra Eccellenza.
Nel 2005 l’Arles ingaggia come allenatore Michel Estevan, e qui inizia la scalata: Estevan, mister per diletto dopo un’anonima carriera da calciatore, crea un grande rapporto con i suoi calciatori e forma un gruppo vincente. In due anni ottiene due promozioni e l’Arles torna nel National, la serie semiprofessionistica francese (paragonabile alla nostra serie C). Qui le cose si fanno un po’ più difficili, ma dopo un anno di transizione nel 2009 arriva il ritorno in Ligue 2. Un aneddoto vuole che, prima della partita decisiva per la promozione, abbiano “aiutato” molto il morale dei giocatori due ragazze rimorchiate da Estevan in un bar e poi portate a pranzo col resto della squadra.
Con lo sbarco tra i professionisti sorge il primo problema: lo stadio di Arles, il Fournier, è troppo piccolo (3.500 spettatori) e la Covisoc francese non dà l’ok per l’iscrizione. Il presidente Jean-Marc Conrad allora decide di spostare il campo di gioco ad Avignone, 40 km più a nord, e di cambiare il nome della società in Ac Arles-Avignon; la società locale, l’Avignon Foot 84, arranca infatti nella sesta serie francese. Il Parc des Sports della città dei Papi viene ampliato a 9.430 spettatori ed è pronto a ospitare l’avventura tra i professionisti dell’Arles.
Avventura che si sta rivelando più entusiasmante del previsto, anche grazie ai gol di André Ayew, figlio dell’ex Torino Abédi Pelé, e a due giornate dalla fine del campionato l’Arles-Avignon si trova al terzo posto, l’ultimo buono per la promozione in Ligue 1, 3 punti sopra al Metz. Il sogno della massima serie è quindi a un passo per i ragazzi di Estevan (che si avvale anche dell’aiuto del fisioterapista italiano Iuri Annecchiarico, in Francia per seguire la moglie). Chissà che questa scalata dalle serie regionali al grande calcio non dia fiducia alla Samb e al suo semiesordiente ma già vittorioso tecnico Ottavio Palladini per credere in un futuro sportivamente luminoso.

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