SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si torna in mare la settimana prossima, oppure si prova a fare delle pescate giovedì. La marineria del pesce azzurro incassa le rassicurazioni dell’assessore regionale Sara Giannini, ma la situazione di crisi rimane grave e si attende che si sblocchino le risorse economiche da Roma, dal ministero competente. Da lì dovranno venire le decisioni e i soldi per il sostegno al reddito di una categoria, quella della pesca con le volanti e le lampare, che patisce la penuria di alici di dimensioni accettabili e anche una certa paranoia legata al parassita anisakis (contenuto nelle viscere dei pesci, ma che scompare se il prodotto viene consumato cotto o congelato).

Fra le banchine del porto, complici anche le cattive condizioni meteomarine, i pescatori sono in attesa. Chi si raduna in capannelli per fare il punto della situazione, chi ne approfitta per piccole manutenzioni alle imbarcazioni. «I soldi non ci stanno», è il ritornello serpeggiante fra i lavoratori del mare.

Mercoledì a Pescara ci sarà un incontro fra le marinerie e la Regione Abruzzo. Molte delle imbarcazioni del comparto pesce azzurro di base a San Benedetto, infatti, sono di armatori ed equipaggi abruzzesi o pugliesi. Anche nel porto di Giulianova la situazione è simile. Andare in mare conviene sempre meno, per questa categoria. La pezzatura delle alici è minima, i prezzi di vendita si sono abbassati mentre i costi sono aumentati. Nel nord Adriatico, da Civitanova in sù, le marinerie lavorano ma le taglie di pescato sono appunto minime.

Le due alternative appaiono essere la cassa integrazione (con periodi di sospensione nei momenti in cui si sceglie di andare in mare) oppure un anticipo a giugno del fermo biologico che tradizionalmente si fa ad agosto, con le imbarcazioni a terra e il reddito garantito dallo Stato. E allo Stato, appunto, spetta ora l’ultima parola sulle decisioni da prendere. L’incontro di martedì con l’assessore alla Pesca della Regione Marche, dunque, si rivela interlocutorio.

Sul tavolo, oltre agli incentivi economici, anche nuove regolamentazioni stavolta veramente comuni fra tutte le regioni. Regole sulle quantità massime di pescato, in modo da preservare le popolazioni marine, e regole di controllo sanitario uniformi per la questione anisakis.

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