SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due scolaresche di Ascoli, della elementare “Giussani” di Monticelli, hanno visitato la Riserva naturale della Sentina, alla presenza dell’assessore provinciale all’Ambiente Andrea Maria Antonini e del presidente della Riserva Pietro D’Angelo. La zona, ricca di vegetazione dunale e retrodunale (come la salicornia, la liquirizia, l’erba medica marina, il ravastrello ecc) e di casolari di grande valore storico come l’antica torre sul Porto (risalente al 1543), è la più giovane area protetta marchigiana (2004).
«Si tratta di un’area di inestimabile valore non solo naturale ma anche ideale e storico, che necessita però del costante e fondamentale contributo da parte di tutte le realtà territoriali, in particolare delle Istituzioni – ha dichiarato l’assessore Antonini – In questa prospettiva, compito della Provincia è di vigilare e di monitorare continuamente in raccordo con i rappresentanti della “Riserva” e i volontari delle associazioni affinché si possa valorizzare e proteggere sempre più questa zona che rappresenta un autentico fiore all’occhiello del nostro territorio provinciale ricchissimo di storia e di eccellenze naturali».
Il presidente D’Angelo, dopo aver invitato gli alunni a partecipare al concorso “Paesaggio di acqua e sabbia” aperto ogni anno alle scuole elementari, ha spiegato nei particolari le caratteristiche naturali e geologiche dell’area che si estende per circa 180 ettari all’interno del Comune di San Benedetto del Tronto, tra l’abitato di Porto d’Ascoli a Nord e il fiume Tronto a Sud.
«La Sentina è la più giovane zona protetta delle Marche. Essa è costituita da ambienti particolari come cordoni sabbiosi, zone umide e praterie salmastre che ospitano una straordinaria flora ormai scomparsa in quasi tutto il litorale adriatico. Di recente – ha spiegato il presidente della Riserva – sono state avvistate ben 8 gru».
Nel suo intervento D’Angelo ha posto poi all’attenzione non solo l’importanza di contrastare i preoccupanti atti vandalici che si sono verificati di recente, ma soprattutto di procedere alla riqualificazione dell’area e al restauro dei casolari presenti sul perimetro adibendoli a punti di accoglienza per i visitatori e a strutture per diversi usi come centri di didattica, centri di ippoterapia, strutture per promuovere l’agricoltura biologica e per l’agriturismo.

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