Da Riviera Oggi in edicola numero 819

GROTTAMMARE – Periodo di bilancio, quello scorso. I primi servizi a saltare sono quelli del sociale e della cultura, i più importanti, con l’istruzione. Per quanto riguarda il sociale con il sindaco Merli avevamo visto, durante la presentazione del bilancio grottammarese, che «Gli enti locali – afferma il sindaco – sono lasciati soli di fronte ai bisogno legati alla crisi economica. Gli amortizzatori sociali scadranno a giugno e tutte le persone che hanno perso il lavoro dovranno andare avanti soltanto con la mobilità, il che signifca 600 euro mensili. E se si considera che a Grottammare gli affitti vanno dai 450 euro in su’, lo sconforto è grande».

Nell’istruzione, noi genitori, lo vediamo ogni giorno già da qualche anno: le scuole hanno bisogno dei cosiddetti “contributi volontari” – che spesso sono dichiarati volontari ma vengono fissati in cifre esatte – per poter permettere ai nostri figli di usufruire di laboratori di arte o di teatro, che sono inseriti “di prassi” nella programmazione annuale.

Nella cultura la situazione non è da meno. Nella relazione del vicesindaco e assessore alla cultura Piergallini si legge infatti «La crisi economica che continua a prostrare le fasce più deboli della cittadinanza e le difficoltà di bilancio che da anni ossessionano tutte le amministrazioni pubbliche della penisola impongono anche a Grottammare la necessità di ridurre le spese. Una scelta senza dubbio indispensabile e condivisibile, laddove però non sia resa più dolorosa dalle considerazioni superficiali e scontate, che vedono taluni sostenere che la cultura, in tempi di difficoltà, debba essere inevitabilmente sacrificata, non considerando ad esempio il ruolo che una attenta ed intelligente programmazione culturale può giocare in città turistiche come Grottammare per un’accoglienza e una promozione più efficaci».

Si perché oltre che il danno che può portare un abbassamento culturale, c’è da dire che Grottammare è e rimane – speriamo per ancora tanto tempo! – una cittadina turistica e, come tale per poter funzionare, necessita di accoglienza, promozione e programmazione, sia estiva che invenale, perché la pancia non si riempie solo 3 mesi l’anno.

Si tratta quindi, come afferma Piergallini, «Di ridurre ma con saggezza e spirito critico, cercando di chiarire prima di tutto ai cittadini gli obiettivi imprescindibili da raggiungere e rinunciando ai progetti il cui sacrificio, seppure doloroso, sembra nella contingenza più tollerabile».

Sono quattro i punti fondamentali che sono stati seguiti dall’amministrazione, ovvero salvaguardare le associazioni del territorio, sostenere le iniziative di accoglienza e promozione turistica già avviate, difendere i progetti e gli spazi che in questi anni hanno reso riconoscibile la programmazione culturale della città e non rinunciare alla realizzazione degli obiettivi previsti nel programma elettorale.

Sono quindi diverse le voci in capitolo relative a questi punti. Nel particolare, dopo due anni a metà circa del mandato quindi, vediamo che sono tre le tappe già raggiunte che erano inserite nel programma: l’apertura della nuova Biblioteca comunale “M. Rivosecchi”, la creazione di una fornita e fruibile Mediateca comunale e l’uso dello Stadio “Pirani” per i grandi eventi musicali.

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