Dal n.820 di Riviera Oggi, in edicola.
ACQUAVIVA PICENA – A differenza di Daniela Stracca, sul “caso Donati” il Partito Democratico opta per il basso profilo. «Con le polemiche non si costruisce nulla», sentenzia il coordinatore comunale acquavivano Gigi Fazzini, che pare non voler seguire le orme del capogruppo d’opposizione.

«Questi discorsi – continua – lasciano il tempo che trovano. Bisogna lavorare per il bene del territorio, mettendo da parte certi discorsi e fare progetti con chi c’è».

Una ricostruzione che però dovrà avvenire per forza di cose fuori dal consiglio comunale, dato che il Pd non possiede più rappresentanti di riferimento. Donati infatti era l’unico esponente dei democratici, prima che avvenisse il repentino passaggio all’Idv dei mesi scorsi, capace tra le altre cose di estromettere il partito dal confronto diretto con l’amministrazione. «Cambiare partito – aggiunge – è legittimo, ancor di più se consideriamo che Di Pietro è un alleato. Non si tratta dunque di una guerra in casa. Prendiamo atto del suo addio, anche se non lo condividiamo».

L’ultima considerazione è rivolta infine al futuro dello stesso Donati: «Ha detto che concluderà la sua esperienza politica con Acquaviva? Non lo sapevo. Credo comunque che sia normale, visti gli impegni che avrà in Regione da qui a cinque anni. Penso tuttavia che il suo rapporto con la città non si interromperà. Il suo ruolo lo porterà ugualmente ad entrare in contatto con il paese e il Piceno».

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