SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarà pure una prassi politichese-burocratese, ma i lavoratori dell’Azienda Multi Servizi, con una nota stampa, rimarcano immediatamente che hanno appreso «dagli organi di informazione e, precisiamo, solo da essi, che è stato rinnovato il Consiglio di amministrazione dell’azienda stessa».
Sono Renato Palestini, per l’Ugl, Nunzio Marchionno per la Uil e Pier Luigi Lombardini per la Cgil ha scrivere una nota stampa in polemica con quanto avvenuto negli ultimi giorni, culminato con l’arrivo di Paolo Turano (Udc) come presidente al posto di Salvatore Nico (sempre Udc) alla presidenza della Multi Servizi: «Già il fatto che i lavoratori non sono stati informati la dice lunga sulla considerazione che hanno sempre avuto nei confronti dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali sia i vecchi amministratori aziendali sia gli attuali amministratori comunali (il Comune ne possiede il 99%). Contrariamente a quanto letto sulla stampa non abbiamo mai avuto incontri con le altre componenti dirigenziali dell’azienda. L’unico incontro tra le parti, alla presenza del Sindaco e della Segretaria comunale, fu fatto nel maggio 2009 a fronte della mobilizzazione delle maestranze che protestavano a fronte di ventilati licenziamenti».
Ricordano i sindacalisti: «Da quell’incontro si uscì con la promessa che entro giugno 2009 ci si sarebbe rincontrati e che il sindaco avrebbe portato le possibili soluzioni al problema “esuberi”. Da allora, nonostante sollecitazioni, verbali e scritte, silenzio tombale, sia dall’Azienda che dal sindaco. A febbraio 2010, dopo un articolo del capogruppo consigliare del Pd di San Benedetto del Tronto, Claudio Benigni, che tornava sull’argomento, rispondemmo felici che finalmente qualcosa si muoveva, ma era solo un fuoco di paglia».
«Oggi, nell’articolo di RivieraOggi.it, 29 aprile, si evincono invece problematiche completamente diverse: un bilancio che, nel giro di pochi mesi, passa da “profondo rosso” (300 mila euro) a “verde speranza” (+ 5 mila euro) con vecchi rischi di licenziamento rientrati, nuovi rischi di riassorbimento del personale (con quali tutele per i lavoratori?) da parte delle ditte vincitrici di eventuali gare di appalto pubbliche, citando articoli di legge (il 23 della 133/2008) che da un lato “consentirebbero” il mantenimento ”in house” e dall’altro “obbligherebbero” la gara pubblica – continuano i sindacalisti, concludendo: «Non vogliamo la Luna, vorremmo discutere e capire ed essere rispettati, ricordando che circa la metà dei lavoratori dell’Azienda Multi Servizi vedono a tutt’oggi negati i diritti sanciti da accordi nazionali».

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