MARTINSICURO – Rinviata l’approvazione del Piano Casa. Il recepimento della legge regionale inerente il sostegno al settore edilizio ha suscitato discussioni tali nel corso del Consiglio comunale di giovedì 29 aprile che alla fine la maggioranza Di Salvatore ha deciso per un ulteriore approfondimento dell’argomento, ed una eventuale ridefinizione dei punti presenti nella delibera di consiglio.

Il Comune ha intenzione di recepire la legge regionale n.16 del 19/8/2009 (il cosiddetto Piano Casa) per una serie di interventi di natura urbanistica sul territorio.

In base alla legge è possibile ampliare edifici esistenti – in base ad una serie di requisiti e a seconda dei casi – del 20% della superficie esistente entro i 200 metri cubi, e del 35% della superficie utile nel caso in cui l’intervento preveda l’ampliamento degli edifici esistenti con un integrale intervento di demolizione e ricostruzione.

A questa percentuale può essere sommato un ulteriore 30% della superficie utile dell’edificio da demolire, nel caso in cui l’intervento preveda la ricostruzione in altre aree del territorio comunale e la cessione del terreno al Comune.

L’amministrazione Di Salvatore con il recepimento della legge regionale intende centrare un duplice obiettivo: permettere ai cittadini di effettuare interventi di edilizia, e nel contempo acquisire aree su cui realizzare opere pubbliche.

Sono state pertanto individuate tre zone a Martinsicuro in cui i proprietari degli edifici hanno la possibilità di demolire l’immobile, cedendo gratuitamente il terreno al Comune, e ricostruendo altrove con una superficie utile maggiorata fino al 65%.

La prima area (Ambito A) è quella che comprende gli edifici (tutti fatiscenti e inutilizzati) dell’isolato tra le vie Michetti, Roma e Paolucci, e su cui il Comune vorrebbe intervenire con opere di urbanizzazione primaria; la seconda (Ambito B) riguarda l’edificio e l’area tra via Parini e via Roma, che una volta abbattuto, permetterebbe di congiungere le due vie, al momento separate da questo immobile; la terza (Ambito C) include l’edificio compreso tra l’angolo di via Bolzano e la Statale16, di ostacolo all’ampliamento della strada che si dovrà effettuare con la realizzazione del sottopasso di via Colombo.

La bagarre tra maggioranza ed opposizione si è scatenata quasi esclusivamente per i criteri inerenti l’Ambito A, ed in particolar modo sulla possibilità di acquisire l’area derivante dalla demolizione di un singolo edificio. Tale clausola infatti non era stata prevista e discussa nel corso della riunione di Commissione.

«L’Ambito A ha una superficie complessiva di 2300 metri quadri – ha sottolineato Andrea D’Ambrosio di Città Attiva – e se non si procede ad un intervento unitario o almeno su una parte, ad esempio di mille metri, l’operazione è inutile. Con l’acquisizione di aree separate, derivate dalla demolizione di singoli immobili si rischia di ottenere qualcosa di diverso da quello che invece era l’intento originario». «Quali criteri ispiratori – ha aggiunto Paolo Camaioni – hanno fatto propendere per queste zone e non per altre? Perché ad esempio non sono state inserite anche aree di Villa Rosa o del quartiere Tronto, in cui si potevano fare opere di riqualificazione? E’ evidente che non c’è una programmazione a monte, altrimenti prima si sarebbe dovuto decidere cosa voler realizzare, per poi andare ad individuare le zone». Tra i dubbi sollevati dai tre gruppi di minoranza di An, Pd e Città Attiva, anche quello che tali criteri inerenti la demolizione di singoli edifici favorirebbero gli interessi di qualche privato.

«Non ci sono sotterfugi di sorta come volete insinuare – ha risposto l’assessore all’Urbanistica Abramo Micozzi – e tutto è stato fatto alla luce del sole. Riteniamo che anche l’abolizione di un singolo immobile possa essere importante per l’acquisizione dell’area, che può essere utilizzata ad esempio per ampliare la strada in via Roma o realizzare parcheggi».

La discussione si è protratta con una serie di accesi botta e risposta tra la maggioranza e le opposizioni, con veti incrociati tra gli ex An e il sindaco Di Salvatore in cui si è prospettato da entrambe le parti, seppure per motivazioni diverse, di interessare della questione anche la Procura della Repubblica. Alla fine si è arrivati alla conclusione che la delibera, così come impostata, necessitava di ulteriori approfondimenti ed eventuali revisioni, pertanto l’approvazione è stata rinviata.

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