SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Parco Marino del Piceno, questa volta è proprio fatta»: lo afferma il consigliere provinciale di Rifondazione comunista Massimo Rossi.

L’ex presidente della Provincia di Ascoli, grande sostenitore del progetto, rende noto che «alle 17.30 di giovedì la Conferenza Unificata ha espresso il proprio parere favorevole alle bozze definitive dei due decreti che istituiscono l’area marina protetta del Piceno e ne definiscono il regolamento di orientamento. Visto che il Decreto istiututivo è già munito della copertura finanziaria del Tesoro, ora il Ministro dell’ambiente Prestigiacomo potrà firmarlo per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si tratta a questo punto di un mero e rapido passaggio formale».

Aggiunge Massimo Rossi: «Di ritorno da Roma, dove in virtù del mio ruolo all’interno dell’Unione delle Province Italiane ho svolto sino all’ultimo istante una fitta azione di pressione sulle rappresentanze del sistema delle autonomie locali, voglio esprimere la mia soddisfazione per questo importantissimo risultato. Un risultato che non era scontato visto il tentativo in estremis della miope amministrazione Celani, di bloccare l’iter istitutivo con la complicità di qualche amministratore locale. Un risultato che corona un impegno personale e collettivo, condotto senza soluzione di continuità da oramai un ventennio e che costituisce un importante valore aggiunto per le prospettive dell’intero territorio in una fase di così grave crisi».

Tanti i vantaggi secondo l’esponente di sinistra, che li elenca così: «Risorse aggiuntive per i nostri comuni, opportunità di nuovi finanziamenti per progetti di salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente marino e costiero, ricadute benefiche sotto il profilo della promozione turistica, ma soprattutto un forte stimolo ed incentivi certi per ripensare, progettare ed esportare modalità, tecniche e teconologie innovative per svolgere in maniera sostenibile tutte le attività economiche e sociali in rapporto con le risorse marine. Queste tecnologie avranno presto un grande mercato in ragione della necessità di ripensare il rapporto con l’ambiente, oramai insostenibile. Ora si tratta di passare ad una fase nuova: la raccolta delle opportunità. Mi auguro che la politica locale, così impegnata in “giochi e posizionamenti di palazzo” sappia coinvolgere i nostri migliori giovani talenti e l’imprenditoria più illuminata per non specare un’attesa occasione storica».

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