SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Trovo poco bello l’attacco di Sel a Palmiro, quasi sconfinante con l’offesa personale. Vorrei ricordare che Palmiro Merli è stato assessore per cinque anni, quindi ha la competenza per stare nel consiglio di amministrazione di Picenambiente». Giovanni Gaspari dà man forte al suo amico storico Palmiro Merli nel rispondere alle critiche di Sinistra Ecologia e Libertà riguardo alla nomina del cosiddetto “sindaco dell’Agraria” nel cda dell’azienda pubblico privata che gestisce il ciclo dei rifiuti.
Merli fa questo ragionamento: «Mi candidai nel 2009 alle provinciali con “Piceno al Massimo”, che era una lista civica a supporto di Massimo Rossi. Certo che quell’adesione comportava una mia critica alle scelte del Pd, ma ora la mia nomina è stata indicata dal sindaco, che è sindaco di tutta la città, mica solo del Pd».
Fin qui il ragionamento politico. Poi Merli prende le proprie difese sostenendo la propria esperienza nel campo della gestione dei rifiuti solidi urbani: «E’ un settore che seguo da sempre, sono stato assessore comunale, conosco bene le tematiche della raccolta differenziata e posso dire senza presunzione di averla inventata io nel quartiere Agraria».
Infine la stoccata al partito vendoliano: «Quando Sel entrerà nelle sedi istituzionali e potrà rispondere ai cittadini con i voti che ha preso, allora potrà decidere chi, come e perché debba amministrare società di utilità pubblica. E capirà la mia posizione».
Questa dunque la polemica all’interno del centrosinistra cittadino. Sul versante del centrodestra, peraltro, registriamo un totale silenzio. Non solo sulla nomina di Merli, quanto sul sistema di gestione delle società partecipate e sulla loro stessa dinamica di esistenza. Metà pubbliche, metà private, metà sul libero mercato teorico, metà generate da una sorta di “antica” economia di Stato. Qualunque cosa se ne pensi, ibridi all’italiana, perpetuati da tutta la politica nazionale e locale.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.149 volte, 1 oggi)