SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le cronache giornalistiche, come spesso accade in questi casi, non si interessano quasi più delle conseguenze del terribile terremoto che il 12 gennaio ha colpito Haiti. Eppure in quel Paese la situazione resta di assoluta emergenza: oltre duecentomila sono stati i morti, ma ci sono da assistere più di trecentomila feriti e un milione sono i senzatetto.

In questo quadro catastrofico, chi paga le conseguenze più pesanti sono i bambini. Le organizzazioni umanitarie stimano che siano 1,5 milioni i piccoli haitiani coinvolti a vario titolo nel dramma provocato dal sisma.

L’Amministrazione comunale ha deciso di dare il suo contributo collaborando con organizzazioni già presenti sul posto: la distanza non permette infatti di allestire forme di aiuto diretto ma si possono sostenere progetti specifici per aiutare l’infanzia di quel Paese.

E’ intenzione del Comune mobilitare tutte le forze vitali della città per fare in modo che San Benedetto del Tronto possa dare un contributo significativo a queste iniziative. Per raccogliere fondi, con il locale comitato Unicef è stata organizzata un’asta di beneficenza che si terrà domenica 2 maggio dalle 17 in poi alla Palazzina Azzurra.

L’asta sarà condotta da Massimiliano Ossini, volto noto di Raiuno, che ha generosamente accettato la proposta. A partire dalle 17 saranno in esposizione gli oggetti che andranno all’asta. L’iniziativa è organizzata con la collaborazione di Confcommercio, Confesercenti, Movimento Italiano casalinghe che metterà all’asta le “pigotte”, le famose bambole prodotte dalle stesse socie del Moica.

Sabato 8 maggio, invece, in viale Secondo Moretti, nuova iniziativa dal titolo “Un fiore per le mamme di Haiti” promossa con la determinante collaborazione della cooperativa sociale”Primavera”. Saranno messe in vendita piantine fiorite prodotte dalla stessa cooperativa nelle sue serre e anche in questo caso il ricavato andrà ad Haiti, per la precisione a “Save the children” che lo utilizzerà per attuare il programma “Child link” che consente di aiutare a distanza un bambino e la sua comunità di appartenenza.

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