ANCONA- Annamaria Mancuso, presidente dell’associazione Salute Donna Onlus, è stata chiara e precisa nell’espletare i dati al ministro della salute Fazio: L’accesso omogeneo allo screening mammografico deve essere una priorità tra le azioni del Governo. Se così non fosse si correrebbe un grave rischio, che solo nelle Marche ogni anno uccide circa 200 donne.La gravità del dato è stata diffusa nel corso del Forum Istituzionale sullo screening mammografico, che ha dimostrato quanto questo male sia diventato una vera e propria “malattia sociale”.

Ogni anno il cancro al seno colpisce circa 38 mila donne, sommate alle oltre 450 mila che convivono con la malattia. La prevenzione in questi casi si chiama screening al tumore della mammella e le donne invitate a questo percorso spesso incontrano serie difficoltà aumentando il proprio rischio.

 

Lo specchio del programma di screening al tumore della mammella non è del tutto rassicurante. Circa 2 milioni e mezzo di donne ne sono escluse e le ragioni sembrerebbero essere soprattutto la disparità tra nord, centro e sud, circa l’attivazione dei programmi di prevenzione: i cosiddetti screening al seno.

Salute Donna Onlus chiede prudenza e prevenzione ma ancor prima un adeguamento delle Regioni italiane che sembrerebbero non essere in linea con le altre.

Prevenire è meglio che curare.

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