PALERMO – Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 Aprile, l’albero di Falcone, piantato davanti la sua casa di Palermo in sua memoria, è stato spogliato delle foto, dei messaggi lasciati da tutti coloro che credono che la mafia possa essere battuta.

Fortunatamente è rimasto spoglio solo per una notte, infatti già da lunedì, grazie a tanti cittadini che hanno dimostrato di non volersi arrendere alle intimidazioni, l’albero è tornato a rivivere.

Non a caso questa bestialità avviene ad un mese dall’anniversario della strage di Capaci, quasi come un avvertimento in perfetto stile mafioso.

Falcone, come Borsellino, rappresenta per Palermo, per i siciliani ma per tutti noi italiani un esempio di correttezza e di amore per il nostro Paese: Libera Ascoli Piceno non dimentica chi ha sacrificato la propria vita, suo malgrado, per costruire un Paese davvero giusto e libero dalle mafie: l’impegno di questi magistrati simbolo della lotta alla mafia deve vivere con noi ogni giorno.

Noi li ricordiamo e ci uniamo alle parole di Don Luigi Ciotti presidente di Libera: «Spogliare l’albero di Falcone dei ricordi, delle immagini, dei disegni, delle parole che lo arricchiscono è un atto vile quanto vano. Quell’albero ha infatti radici nell’impegno di molti. E’ un albero che non cessa mai di crescere in altezza e profondità, di nutrire le speranze dei palermitani, dei siciliani, degli italiani onesti».

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