SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Grande Opera? Ce l’abbiamo già. Dal 30 aprile. In piazza Matteotti. La terza “torre” di San Benedetto, lungo la linea immaginaria che congiunge la Torre dei Gualtieri e il faro. Mare e borgo. E, ora, fra i due universi, un punto di scultura visionaria, un luogo dell’osservazione e della riflessione. Un luogo dell’arte.

Si chiama “I sognatori”, è una scultura monumentale (quattro metri di altezza, tutta in bronzo) e porta la firma di Paolo Annibali, affermato artista sambenedettese di fama internazionale. Il 30 aprile alle 18 e 30, giù il manto rosso. Il tronco di un albero, che resiste alla propria decadenza, che ospita decine di essere viventi come una trasfigurata arca di Noè. Opera che non richiede uno sguardo fugace ma un ripetuto ascolto emozionale e una costante riflessione. «Rappresenta una condizione esistenziale – afferma l’autore – l’anelito, la rinascita, un albero che nonostante la caduta dei rami e della corteccia può offire riparo e serenità agli esseri viventi che lo abitano. Vuole dare sostanza alla speranza che ognuno di noi si porta dentro, per una vita personale migliore, per una salvezza che abbracci la natura, la terra. Un’opera notturna, l’idea è nata in me guardando la nuova piazza Matteotti, le lucine. Un’opera notturna, per quando tutti dormono, sognano, e sognano la propria rinascita».

All’interno del tronco partiranno piccoli fasci di luce per illuminare i contorni delle figure. Guardando le foto della scultura appena uscita dalla fonderia, si nota il lavoro di precisione e la definizione dei particolari. Annibali ne è estasiato, commosso. «E’ stata una fatica enorme, una fusione estrema. E’ venuta davvero come la sentivo, come la immaginavo. Non mi era mai capitato di riconoscere completamente la mia idea nella sua trasposizione pratica».

L’opera della sua vita? Annibali risponde così: «Ne ho fatte di più monumentali, ma questa è quella che mi ha dato la soddisfazione maggiore. Nella città in cui sono nato».

L’ENTUSIASMO DEL COMUNE L’opera, Iva compresa, ha un costo di 60mila euro. Una sponsorizzazione importante è giunta dalla Coop Adriatica (40mila euro), il resto è a carico del Comune. Il sindaco Gaspari e l’assessore alla Cultura Sorge affermano: «Si tratta di un’opera d’arte che ci affascina molto, per via della posizione centrale, dell’identità forte che darà a una piazza riqualificata. Un anno di gestazione, e abbiamo assistito alle evoluzioni dai bozzetti in avanti. I bambini la guarderanno con grande curiosità, gli adulti potranno riflettere sul suo messaggio».

Perchè inaugurarla il 30 aprile? Si tratterà di una riproposizione della tradizione del “piantare maggio”. Ci sarà una festa popolare con fave, olio e vino. I colori del tramonto daranno un’atmosfera giusta per osservare colori ed emozioni dell’opera.

Con il “Pianta Maggio” un tempo le comunità salutavano l’arrivo della bella stagione piantando un albero nel posto centrale del paese. Un gesto che rappresentava insieme l’auspicio per un periodo di rinascita, fertilità, rinnovato vigore del mondo rurale ma anche l’orgogliosa rivendicazione del ruolo del lavoro come segno di riscatto, di emancipazione, di valore imprescindibile per la dignità umana che trova poi la sua massima celebrazione nel giorno successivo, Festa del 1° Maggio.

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