SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Torna in aula il titolare di un “compro oro” sambenedettese accusato di ricettazione dalle Fiamme Gialle. Due nuove testimonianze avrebbero riconosciuto i propri preziosi nel quantitativo sequestrato. Il militare della Guardia di Finanza di Giulianova ha ripercorso in aula le fasi di verifica della merce sospetta.

A febbraio è iniziato il procedimento e il 27 aprile sono ritornati sul banco dei testimoni altri due cittadini derubati di preziosi.

Secondo il teste delle Fiamme Gialle, l’imputato è stato trovato a bordo di un’auto grigia con una quantità pari a due chilogrammi di preziosi senza precauzioni adeguate. Per lui, il sospetto che la merce fosse di natura “indefinita” è nato nel momento della verifica del prodotto, quando dal gruzzolo si sono ritrovate alcune fedi nuziali.

Sempre secondo il teste, la successiva riprova dei registri avrebbe validato il sospetto. Sembrerebbe secondo la sua ricostruzione dei fatti che la merce in carico nel negozio non giustificasse il carico che l’imputato portava con sè.

Il caso è molto complesso ed articolato. Ci sono testimonianze che hanno confermato di essere titolari di alcuni dei preziosi sequestrati all’imputato, anche se molti di questi preziosi sembrerebbero realizzati in serie: tutti potrebbero possedere uno e liberarsene a piacimento.

Nel giugno prossimo il caso ritornerà in tribunale.

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