ASCOLI PICENO – Durerà fino al 2 maggio “Fritto Misto all’italiana”, l’appuntamento gastronomico iniziato sabato scorso nel centro di Ascoli che offre la possibilità di degusttare specialità provenienti dall’Italia e dal Mondo e partecipare a lezioni e seminari di frittura. L’evento, realizzato da Tuber Communications e da Sedicieventi, con il patrocinio ed il contributo di Regione Marche-Assessorato al Turismo, Provincia e Comune di Ascoli, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli, è giunto alla sua sesta edizione e sta crescendo di anno in anno, tanto che per la prima volta durerà nove giorni anziché quattro come nelle precedenti occasioni. Ad impreziosire l’appuntamento poi c’è anche la presenza di Radio Due, che seguirà la manifestazione tutti i giorni con una diretta dalle ore 20 alle ore 21 fino al 28 aprile.

A Piazza Arringo è stato allestito il “Palafritto”, dove sono presenti numerosi stand provenienti da tutta italia e dell’estero: tra le altre cose è possibile degustare la “seada” sarda, i “zafarani cruski” e gli anelli di cipolla calabresi o i panzerotti pugliesi; dalla Campania arrivano la pasta cresciuta, le graffe e gli spaghetti in tempura mentre dal Lazio baccalà e fiori di zucchina e dall’Abruzzo il formaggio fritto; e ancora lo gnocco fritto al prosciutto e alla nutella dall’Emilia Romagna, pomodori verdi, pollo fritto e fiori di acacia dalla Toscana, “bastoà”, semolino, prugne e mele dal Piemonte e arancini e cannoli dalla Sicilia. Ovvimente, dalle Marche non potevano mancare la frittura di paranza e i cremini e le olive fritte all’ascolana. Dall’estero, poi, arrivano il tradizionale piatto inglese del “Fish and chips”, le crepes di patate e formaggio fritto della Slovacchia e da Barcellona il “Fregit català”. Il tutto condito con vini e digestivi locali e nazionali. Presso il chiostro di San Franceso, inoltre, sarà possibile iscriversi a corsi e seminari di frittura e di degustazione di vini. Infine, spettacoli e mostre in diversi punti del centro.

Ascoli capitale mondiale del fritto, insomma. Ma chi storce il naso non manca. Inevitabile innanzitutto che una vola usciti dal Palafritto i vestiti vadano messi in lavatrice, così come che l’odore della frittura inondasse tutta la piazza e le vie vicine.

Accese polemiche, poi, sono arrivate nei giorni scorsi, come negli altri anni, dal parroco della Cattedrale Don Riccitelli, che non vede di buon occhio l’occupazione di tutta la piazza per un evento che poco si sposa con il culto e con la funzione religiosa che la piazza, sulla quale si affaccia il duomo, dovrebbe assolvere. Così come non manca chi sostiene che l’evento non si accosti neppure con la storia e l’architettura del centro storico di Ascoli.

A difesa della manifestazione, però, c’è chi sottolinea come il Fritto Misto rappresenti una valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale, poiché esalta il piatto più tipico, la frittura mista all’ascolana. E, sopratutto, dalla parte degli organizzatori, c’è il riscontro del pubblico, che nei primi due giorni ha letteralmente preso d’assalto i numerosi stand.

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