SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un anno dopo l’esclusione della Samb dei Tormenti e di tante altre gloriose piazze (Avellino, Treviso, Pisa, Venezia, Pistoia) dalla Lega Pro, nel calcio professionistico non sembra essere cambiato niente: sono molte le squadre a rischio fallimento, e per alcune (come già per i rossoblu) non è la prima volta.
È il caso del Perugia, rifondato nel 2005 da una cordata guidata dall’imprenditore romano Silvestrini, e ceduto nel 2008 a Leonardo Covarelli, imprenditore perugino già presidente del Pisa. La società toscana, ceduta a sua volta da Covarelli a Luca Pomponi, è fallita nell’estate 2009, e la stessa fine potrebbe farla anche la società biancorossa, che non paga gli stipendi da mesi nonostante le numerose promesse, ha già subito diversi deferimenti e punti di penalizzazione (in estate fu prima esclusa e poi ammessa dalla Covisoc) e ora deve fronteggiare un’istanza di fallimento. Dopo aver stazionato in zona playoff il Perugia è stato protagonista di un netto calo di prestazioni, probabilmente anche per la difficile situazione venutasi a creare, e attuamente si trova a centroclassifica nel girone A di Prima Divisione.
Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali ha preso in mano la situazione e sta cercando cordate di imprenditori interessate a rilevare la società del Grifo e a ripianare i debiti dell’attuale gestione, che ammonterebbero a svariati milioni di euro: ma, come già visto l’anno scorso in casa rossoblu, in realtà l’effettivo ammontare della situazione debitoria è incerto. Visto che i tempi tecnici per un fallimento “in corsa” (per capirci, come quello fatto dalla Samb nel 2006 e poi da Lanciano e Pescara) sono ormai strettissimi, tutte le speranze dei tifosi biancorossi sono puntate sul salvataggio dell’attuale società, che appare però complesso. Nella peggiore delle ipotesi, in caso di fallimento del Perugia ci sarebbe la possibilità di ripartire con una nuova società dalla serie D (sempre in caso di salvezza in Prima Divisione, che comunque appare probabile).
L’anno prossimo, quindi, la Samb potrebbe trovare il Perugia sulla sua strada? Difficile, sia perché ci sono ancora possibilità di “salvataggio”, sia perché negli ultimi anni il Comitato interregionale ha inserito le squadre umbre nel girone delle toscane e le marchigiane con abruzzesi e molisane, ma nel calcio mai dire mai. Curiosità: nelle fila dei biancorossi ci sono anche gli ex rossoblu Marco Taccucci, Giampietro Perrulli, Francesco Della Rocca e Filippo Forò.
Veniamo alle squadre che un anno fa sono retrocesse in Seconda Divisione insieme alla Samb: la Pro Sesto, attualmente in ultima posizione, è stata da poco dichiarata fallita; c’è però ancora qualche speranza di salvare la categoria, in caso di salvezza sul campo e, fuori dal campo, con l’intervento di qualche imprenditore che prenda il titolo all’asta. L’altra squadra retrocessa, il Legnano, è invece a pochi punti dalla zona playoff dopo una grande rimonta firmata da mister Giuseppe Scienza (dopo 6 giornate i lilla erano ultimi), ma ha già subito due punti di penalizzazione per mancati pagamenti; la società è stata ceduta da poco a una nuova proprietà, ma la situazione è ancora durissima e lo spettro del fallimento si avvicina, con notevoli contrasti tra proprietà e tifoseria.
Nel resto della Lega Pro ci sono problemi anche per Pro Vercelli, Itala San Marco, Brindisi, Catanzaro e Igea Virtus (che domenica scorsa non si è presentata contro l’Aversa Normanna e rischia la radiazione), mentre il Potenza ha evitato la radiazione dopo la condanna per illecito e ripartirà nel 2010/11 dalla Seconda Divisione. La crisi, però, non risparmia neanche la serie B: situazione difficile per Gallipoli e Mantova, in ritardo con il pagamento degli stipendi, e anche in casa Salernitana (appena retrocessa in Prima Divisione) i debiti non fanno dormire sonni tranquilli. In sostanza l’estate 2010 potrebbe essere non meno “calda” di quella del 2009 per molte piazze storiche: a pagare, come al solito, saranno i tifosi delle squadre escluse.

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