SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sembra proprio che Loredana Emili manterrà la sua delega di assessore alle Politiche della Città Solidale. Sabato mattina ci sarà un incontro fra l’esponente Pd e il sindaco Giovanni Gaspari, in cui dovrebbe esser scritta la parola fine sulla vicenda che sta tenendo banco nelle dinamiche politiche della maggioranza di governo cittadina.
L’esito dell’incontro potrebbe essere il ritiro delle dimissioni presentate dalla Emili all’indomani dell’elezione in consiglio regionale di suo marito Paolo Perazzoli (con la motivazione di non «concentrare troppi ruoli politici in una sola famiglia»). Un gesto, quello del ritiro delle dimissioni, che è stato più volte chiesto alla Emili da parte della base del Pd, da parte del gruppo consiliare, del segretario comunale Gregori e dal sindaco Gaspari con una lettera ufficiale.
A un anno dalla fine del mandato, un cambio in giunta in un settore così importante come quello del Sociale non sarebbe stato il massimo: questa l’opinione diffusa all’interno del Partito Democratico.
La Emili all’indomani delle elezioni ha vissuto anche un momento di gelo con il sindaco Gaspari, attendendosi presumibilmente da parte sua un gesto forte e immediato di rifiuto delle sue dimissioni. Atto che però non c’è stato subito. Il sindaco, invece, all’indomani della consegna formale delle dimissioni in Comune aveva affermato che l’uscita della Emili dalla giunta avrebbe potuto sancire fin da subito l’entrata ufficiale dell’Udc nella compagine amministrativa.
Ora il gelo pare essersi sciolto. Di certo l’invito a restare giunto dalla base del partito ha fatto un grande piacere alla Emili, che forse avrà pensato che le sue buone intenzioni di compiere un atto nobile attraverso le proprie dimissioni si sarebbero potute trasformare suo malgrado in qualcosa di controproducente. Sia per gli equilibri politici della maggioranza, sia per le aspettative del proprio elettorato

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