SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo da Palmiro Merli, ex assessore, ex dipendente dell’ospedale civile

«Passate le elezioni, è ora possibile ragionare in modo meno emotivo e anche meno demagogico su servizi sanitari ed esigenze di cittadini. Finito, almeno per quest’anno, il periodo dei tagli di nastri di nuovi reparti e del varo di nuovi servizi attesi per decenni, mi permetto, da semplice utente che ha trascorso quasi 40 anni di vita lavorativa tra le mura ospedaliere, di proporre qualche miglioria a costi molto più contenuti ma con risultati di notevole gradimento per i cittadini che avrebbero un’immediata percezione del miglioramento dei servizi sanitari.

Una proposta sarebbe quella di dotare il nostro ospedale di una figura, credo si tratti di un anatomo-patologo, che possa operare con la necessaria strumentazione per fornire in tempi accettabili i responsi degli esami istologici.

Oggi San Benedetto ha una convenzione con il reparto di Anatomia patologica di Ascoli (a proposito, che senso ha un rapporto contrattuale con un ospedale facente parte della stessa Area vasta?) al quale pervengono tutti i reperti provenienti dalle sale operatorie sambenedettesi. Chiunque abbia avuto la sventura di dover affrontare il calvario di una patologia che richiede la verifica del tipo di tessuto asportato, sa che per avere una risposta possono passare settimane, talvolta più di un mese. Non mi sogno di affermare che quell’attesa può risultare determinante per sconfiggere la malattia, ma certo aspettare così tanto per la “sentenza” è fonte di indicibile stress e angoscia per il malato e i suoi familiari.

Per aiutare queste persone non servono milioni, ma qualche decina di migliaia di euro all’anno per prevedere questa figura nell’organico medico dell’ospedale di S. Benedetto.

Vi sembra una proposta assurda?».

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