SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giacinto Adriano Urbanelli, per tutti a Porto d’Ascoli “Panucchio”. La tragedia che se lo è portato via a bordo di un aereo ultraleggero ha sconvolto tutti.

54 anni, dipendente del Comune di Martinsicuro, nella vita sociale e sportiva del Piceno era conosciutissimo. Nella vita sociale, basti dire che è stato uno dei precursori della nascita dei comitati di quartiere in città, nella seconda metà degli anni novanta. Ha ricoperto la carica di presidente del quartiere Mare.

La Porto d’Ascoli più vicina alla spiaggia, quella era la zona dove era cresciuto e dove viveva ancora oggi. A piangerlo con la moglie Eva e la figlia 22enne Venusia sono anche Alfredo Cicconi, suo successore nel comitato di quartiere, l’ex assessore Palmiro Merli, due amici d’infanzia come Leo Sestri e Giovanni Cimini. E tante altre persone, fra cui anche il sindaco Gaspari.

E’ stato socio per alcuni anni di un maneggio in zona Fosso dei Galli, poi era istruttore di volo. L’assessore Sestri, con la voce infranta, lo dipinge così: «Era un uomo speciale. Siamo cresciuti insieme, abitava a pochi metri da casa mia, ci sentivamo spesso, proprio lunedì mi era venuto a trovare. Amava il volo, l’ippica, le moto, noi amici lo prendevamo pure in giro, come si fa fra amici veri, perchè in ognuno di questi ambiti aveva avuto qualche piccolo incidente. Ma sempre senza conseguenze. Questa volta purtroppo non è andata così, quel volo che amava così tanto gli è stato fatale».

L’imprenditore Giovanni Cimini era un altro amico d’infanzia. «Un amico di quelli che tutti dovrebbero avere», ci dice. Ricordi speciali, quelli che ha Cimini con lui. Ricordi che prima facevano sorridere, ora mettono la sofferenza nel cuore. «Da ragazzi lavoravamo assieme come camerieri presso l’hotel Taormina. Fu lì che conobbe la ragazza austriaca che poi diventò sua moglie, Eva. Era in vacanza a San Benedetto con una sua amica, io e Giacinto le notammo subito. Belle, bionde… che dolore ora che non c’è più, ancora non mi sembra vero».

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