Da Riviera Oggi numero 819

COSSIGNANO – Dopo tanto battersi per il fotovoltaico, ci si è resi conto che una volta installati, i pannelli neri sono effettivamente esteticamente incompatibili con il nostro bel paesaggio collinare. Per questo, paesi come Cossignano, che fanno del paesaggio un punto di forza, sentono la necessità, forse più di altri, di tutelare questa risorsa, senza però rinunciare alla produzione di energia alternativa. È stato emanato a proposito un regolamento, approvato nel Consiglio Comunale del 4 marzo. Siamo andati a sentire il sindaco Roberto De Angelis, tra gli “autori” delle norme cossignanesi.

Come mai avete sentito l’esigenza di realizzare questo regolamento?
«Principalmente dopo la richiesta da parte di una ditta di poter realizzare degli impianti fotovoltaici nella zona Tre Camini. Così, dopo aver sentito la Regione e la Provincia, abbiamo iniziato a fare ricerche normative e giurisprudenziali. Nel fare il punto della situazione, ci siamo poi dovuti rendere conto invece che la nostra realtà era ben diversa dai paesi ai quali ci siamo ispirati per il regolamento, ovvero la Puglia».

A che si riferisce?
«Abbiamo degli interessi paesaggistici da tutelare che per noi rivestono una grande importanza. A dimostrarlo è anche la Certificazione Ambientale Iso 14.001:2004 che abbiamo ottenuto il 12 dicembre 2005, ottenuto per aver cercato di assicurare uno sviluppo economico compatibile con il rispetto per l’ambiente».

Cosa ha fatto quindi il vostro Comune per l’ambiente?
«Ora ad esempio stiamo attuando la raccolta differenziata, l’installazione di pannelli solari sugli impianti sportivi, e un piccolo impianto fotovoltaico sul civico cimitero per alimentare le lampade votive».

Quanto è importante il paesaggio per voi?
«È un nostro punto di forza, stranieri ed italiani scelgono Cossignano proprio per questo e noi vogliamo tutelarlo. A dimostrarlo ci sono dei chiari indirizzi programmatici da seguire le certificazione ambientale ci sprona a questo e ci stimola a raggiungere nostir obiettivi».

Come si fa, in questo caso, a salvaguardare sia il paesaggio che la produzione di energia alternativa?
«Penso che Cossignano ci sia riuscita con questo regolamento che cerca di armonizzare il fotovoltaico con il contesto ambientale, disciplinandone l’installazione in zona “E – agricola”: se non fossimo intervenuti si sarebbe potuto realizzare impianti in tutte le zone agricole senza distinzione, invece noi abbiamo posto dei limiti».

Che differenza c’è tra voi ed il regolamento di Ripatransone o di Montalto?
«Innanzitutti noi siamo l’unico Comune che lo ha impostato come regolamento, gli altri lo hanno espresso come variante al Piano Regolatore. Loro inoltre hanno individuato le aree dove si può applicare il fotovoltaico, hanno attuato cioè una localizzazione in positivo. Noi invece abbiamo optato per una localizzazione in negativo, stabilendo vincoli da rispettare».

Cosa dicono i cittadini?
«Alcuni agricoltori vorrebbero lasciare le griglie più larghe, altri invece vorrebbero stringerle il più possibile».

Di chi è la competenza in questo campo?
«Governativa, con il decreto legislativo 387/2003 si rinvia ad una Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali, per definire il quadro unitario di riferimento per localizzare questi impianti, ma che ancora non sono state emanate. Quando le Regioni hanno iniziato a regolamentare, sono state fermate dal Governo. Non arrivando quindi ancora nessuna normativa, gli Enti Locali hanno inizato a provvedere ciascuno in base alle proprie esigenze».

Lei è anche coordinatore dell’Anci Marche per i piccoli comuni, come si esprimono gli altri sindaci a Riguardo?
«Quando si pongono questi problemi ci riuniamo sempre, come abbiamo fatto ad esempio con il Piano Casa. Riguardo al fotovoltaico invece dobbiamo ancora consultarci ma lo faremo al più presto».

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