SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A tre anni di distanza dal definitivo abbattimento del Cinema Calabresi sembra ora che dalla medesima sorte non sia esentato neppure il Cinema delle Palme, ultimo storico baluardo cinematografico nel pieno centro di San Benedetto del Tronto. A pochi passi dalla stazione, il “Dopolavoro” è nato come sinonimo di una aggregazione mediata dalla cultura, appresa e diffusa attraverso il grande schermo. Considerata l’enorme perdita che l’intera città subirebbe a seguito dello smantellamento di una infrastruttura di così elevato patrimonio storico-culturale, è arrivata la proposta delle due realtà che a San Benedetto comunicano con il loro pubblico attraverso il cinema: il Cineforum Buster Keaton e la Fondazione Libero Bizzarri.  Il comunicato diffuso e sottoscritto dai due presidenti, rispettivamente Giampiero Paoletti e Maria Pia Silla,  si appella al diretto impegno del Comune al fine di evitare la perdita dello storico “Dopolavoro”.

«Non si tratta di una nostalgia del passato – dicono il Cineforum e la Fondazione Bizzarri –  ma di una occasione che si perde per il futuro. Non siamo affetti da malattie di conservatorismo immobile, ma siamo preoccupati di perdere una opportunità di trasformazione e modernizzazione di un patrimonio culturale della città. Non si tratta solo di conservare ciò che è caro alla nostra memoria, è la consapevolezza di perdere l’opportunità di fare del “Dopolavoro” un centro provinciale e regionale dove sia ancora possibile vedere i grandi film delle correnti di pensiero che hanno arricchito le nostre coscienze o i tanti documentari che raccontando la realtà ci aiutano a trasformare il nostro Paese in coerenza con i bisogni reali delle persone».

L’impossibilità di poter creare una nuova sala cinematografica nel pieno centro di San Benedetto aumenta ancor più l’importanza del Cinema delle Palme. Preservare il “Dopolavoro” come unico sopravvissuto al processo di decentramento culturale che ha prodotto il PalaRiviera, significherebbe mantenere un punto di aggregazione in città per i cittadini stessi, lasciando al contempo intatta la storia e la memoria della struttura.

Il comunicato del Cineforum Buster Keaton e della Fondazione Libero Bizzarri continua con una proposta concreta: «Entrambe le nostre realtà, di vita pluridecennale, possono fare del Cinema Dopolavoro un centro di riferimento territoriale per la cultura del cinema d’autore (cinema d’essai). Questa è una precisa proposta che avanziamo, alternativa alla semplicistica chiusura. Anni di lavoro e di esperienza possono essere messi a valore e nel contempo utilizzate per salvare una delle luci importanti della città”.

L’impegno dei cittadini, sottolineano Paoletti e Silla, è di fondamentale importanza, ma l’appello principale è all’amministrazione e all’assessore alla Cultura Margherita Sorge, affinché si prodighino a salvare il Cinema delle Palme, in virtù di ciò che è stato e di quanto può ancora essere.

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