ASCOLI PICENO – Nessuno ancora sa che aria respiriamo, quali sono i livelli delle polveri sottili e degli altri inquinanti atmosferici che quotidianamente  – e inconsapevolmente – immettiamo nei nostri polmoni. Nella provincia di Ascoli Piceno da 4 mesi il monitoraggio dell’aria è fermo, o meglio, è bloccato, per problemi tecnici che attendono ormai una soluzione. Le sei6 cabine sono infatti operative e continuano a trasmettere i dati, ma questi non possono essere poi convalidati in assenza del personale responsabile, che a gennaio è stato trasferito nella provincia di Fermo.

I dati “grezzi”, ossia non convalidati, vengono comunque inviati ai comuni piceni, come ci ha riferito Giuseppe Serafini, dirigente del Servizio Tutela Ambientale, ma di essi ai cittadini non giunge notizia. Il problema dovrebbe risolversi presto con una convenzione tra la Provincia di Ascoli e l’Arpam, in base alla quale d’ora in avanti sarà lo stesso distretto provinciale dell’Arpam ad occuparsi della convalida. Ma come ci ha spiegato un tecnico dell’agenzia regionale, per far sì che l’accordo, ancora in bozza, si realizzi, occorre innanzitutto che la Provincia adatti il sistema informatico utilizzato sino ad ora, per renderlo compatibile con quello dell’Arpam. Quest’ultimo, in caso contrario, non sarebbe in grado di decifrare i dati che gli vengono trasmessi da Ascoli.

Un problema di software, insomma, che speriamo venga risolto il prima possibile, e di cui dovrà occuparsi il titolare del sistema informatico incaricato dalla Provincia. Lucia Cellini del distretto Arpam di Ascoli ha intanto rassicurato che non appena la convenzione verrà siglata, verranno forniti tutti i dati sul monitoraggio ambientale a partire dal 1° gennaio 2010. In questo modo sarà possibile effettuare una misurazione complessiva degli sforamenti delle polveri sottili, valutando le eventuali situazioni di allarme per la salute dei cittadini.

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