ASCOLI PICENO – “A point of reference for medical operators“: lo slogan anglofono che compare nel sito della Novico Srl (già Novico Spa) rischia di essere destinato a rimanere tale soltanto per i risvolti di cronaca nera. A seguito della procedura fallimentare avviata nell’ottobre 2009 la ditta ascolana, specializzata dalla produzione di “siringhe monouso” (con un volume d’affari di ben 14 milioni di euro nel 2007), le indagini delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli, nell’ambito degli accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica di Ascoli, hanno condotto, nella mattina di mercoledì 21 aprile, all’emissione di tre ordini di arresto per i vertici societari con l’accusa di bancarotta fraudolenta ai sensi degli articoli 216, 219 e 223 del codice penale e della “Legge fallimentare” del 16 marzo 1942.
Si tratta dei tre “amministratori di fatto” dal 1° ottobre 2008 della Novico Srl, della Ico Medical Srl (già “Novico Medical Trading Srl“): Antonio Luigi Montagna, 54 anni, leccese dal 1° ottobre 2008, Giancarlo Bernardi, 53, commercialista di Rimini, Rosaria De Felice, 59 anni, anche lei foggiana. Altre tre persone sono state denunciate a piede libero per gli stessi reati fallimentari. L’indagine è seguita dai Sostituti Procuratori del Tribunale della Repubblica di Ascoli Michele Renzo, Carmine Pirozzoli, mentre l’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari Carlo Calvaresi.
Le attività della Guardia di Finanza – volte ad accertare, in particolare, l’esistenza di eventuali operazioni distrattive del patrimonio della società fallita – hanno determinato l’individuazione di trasferimenti illeciti di rilevanti assetti patrimoniali avvenuti in favore di soggetti giuridici riconducibili agli stessi indagati; in particolare, le indagini svolte mediante le analisi contabili relative a rapporti instaurati con società estere (Svizzera e San Marino), gli accertamenti finanziari ed altre canoniche attività, hanno permesso di raccogliere elementi incontrovertibili idonei a dimostrare una sottrazione dolosa dell’attivo in favore di società riconducibili a Montagna e Bernardi, soggetti che, già all’atto del proprio insediamento negli assetti societari della “Novico S.r.l.”, avvenuto nell’ottobre del 2008, quali manager “di fatto”, «si sono dedicati a svuotare letteralmente l’attivo dell’azienda, lasciando debiti e passività», spiegano le Fiamme Gialle, che sintetizzano: «Le indagini, in sostanza, hanno permesso di appurare che l’ingresso nella gestione della “Novico S.r.l.” di Montagna e Bernardi è stato finalizzato esclusivamente a sottrarre dal patrimonio della società, poi fallita, i migliori assetti aziendali esistenti; dopo soli 27 giorni di gestione, infatti, nonostante le proclamate intenzioni di “riqualificazione” dell’azienda – contemplante un piano industriale volto al rilancio del sito produttivo – la “Novico S.r.l.” non possedeva più né i suoi storici “Marchi”, né i suoi clienti».
«Sin dall’inizio della propria gestione, infatti, i due manager hanno attuato una serie di operazioni che hanno portato, di fatto, ad una spoliazione di gran parte del patrimonio attivo vantato all’epoca dalla “Novico S.r.l.” – si legge nella nota stampa – L’atto di maggior rilevanza, posto in essere il 27 ottobre 2008, è costituito dalla cessione del ramo d’azienda della “Commercializzazione di siringhe monouso” alla società “Novico Medical Trading Srl”, oggi “Ico Medical Srl” – impresa sempre riconducibile a Montagna e Bernardi – operazione caratterizzata dall’inserimento, al valore irrisorio di euro 40 mila, anche dei noti “Marchi” storici che la società possedeva, tra i quali l’ “Ico”, l’ “Icopiuma” e l’ “Icogamma”».
I provvedimenti di custodia cautelare sono stati affiancati a quelli di sequestro preventivo dei seguenti beni, sottratti dal patrimonio della società fallita:
16 “Marchi” d’impresa, tra i quali lo storico marchio “Ico” e suoi derivati, per un valore commerciale corrispondente a circa 820 mila euro;
quote totalitarie della “Ico Medical Srl”, società di Ancona posseduta da Montagna, celati dietro la società anonima svizzera “Ico Medigroup Sa”, alla quale sono stati illecitamente trasferiti gli assetti patrimoniali della società fallita;
1 autovettura “Alfa Romeo 159 Jtd 16V”, acquistata nuova da Montagna con gli illeciti proventi conseguiti dalla “Ico Medical S.r.l.” nel mese di febbraio 2009, periodo, cioè, allorquando la “Novico S.r.l.” non era in grado a corrispondere le competenze stipendiali alle proprie maestranze;
12 rapporti bancari intestati sia agli indagati che alla “Ico Medical S.r.l.”, ove sono transitati gli introiti conseguiti dalle operazioni illecite, con attuale saldo attivo complessivo corrispondente ad oltre 300 mila euro.
Le indagini proseguono sotto la direzione della Procura Repubblica di Ascoli Piceno e, anche attraverso specifiche rogatorie internazionali, sono finalizzate ad accertare ulteriori fatti e responsabilità, nonché la destinazione delle eventuali provviste create in territorio estero.

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