SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Emili vuole andar via dalla giunta e dalla politica cittadina e pare che la sua posizione sia sempre più irremovibile, Gaspari e i consiglieri comunali del Partito Democratico le chiedono a gran voce di restare. Troppo tardi? La situazione è interlocutoria dopo l’incontro di lunedì sera fra il sindaco, la Emili stessa e il gruppo consiliare Pd con i segretari delle sezioni cittadine. Di incontri ce ne saranno ulteriori in settimana.
L’assessore (o l’ex assessore, si saprà a breve quale è la definizione più calzante) come noto ha deciso di presentare le dimissioni dopo l’elezione del marito Paolo Perazzoli in consiglio regionale «affinchè non si concentri troppo potere in una sola famiglia».

Decisione che le fa onore, bel gesto non dovuto da alcuna legge o incompatibilità ma che ha spiazzato la maggioranza per altri versi traballante del sindaco Gaspari. Che, con una dichiarazione pubblica, ha poi dichiarato che l’uscita della Emili sarebbe potuta essere una via per sancire fin da subito l’avvicinamento definitivo all’Udc, già maturato nei mesi precedenti. E forse sta in quella dichiarazione l’origine del gelo che pare essere sceso fra Gaspari e la Emili, che potrebbe aver desiderato una presa di posizione diversa dal primo cittadino. Forse una presa di posizione simile a quella dei compagni di partito, che come ha dichiarato il segretario comunale Gregori (clicca qui per l’approfondimento della nostra web tv) hanno fin da subito espresso il desiderio di vedere la Emili nel ruolo di assessore fino alla fine del mandato.

«Nell’incontro di lunedì io e il gruppo consiliare abbiamo ribadito per l’ennesima volta a Loredana che vorremmo che lei ritirasse le sue dimissioni», si limita a commentare all’indomani l’inquilino di viale De Gasperi.

Mercoledì un nuovo incontro. Se proprio la Emili non volesse tornare indietro, che succederà? Lunedì il partito avrebbe chiesto a Gaspari di tenere lui le deleghe al Sociale, avvalendosi però della collaborazione dei consiglieri comunali Sergio Pezzuoli (già collaboratore in assessorato della Emili stessa) e di Fernando Palestini, insegnante all’istituto tecnico “Capriotti” ed ex Margherita.

Però il sindaco potrebbe voler mettere un nome “di peso” su quella importante poltrona, in modo da concludere il mandato amministrativo in quel settore senza dare l’impressione di provvisorietà. E allora potrebbero tornare alla ribalta i centristi dell’Udc, che pure a parole dicono di non aspirare a una poltrona ora ma ad una alleanza nel 2011. Edio Costantini, forse? Oppure la soluzione meno probabile, ma che frullerebbe nella testa del sindaco come nome di peso per tenere le redini dei servizi sociali: quello di Giuseppe Petrone, ex dirigente della zona 12 dell’azienda sanitaria regionale.

E LA CAPRIOTTI FORSE SE NE VA Giulietta Capriotti, presidente del consiglio comunale, in quota Pd ed ex Margherita, sta valutando se passare all’Udc alla fine dell’estate. «Il mio elettorato, che consulto periodicamente, è di matrice cattolica e mi vedrebbe bene con i centristi. Costantini e Ciccanti ne sarebbero felicissimi, per me non si tratterebbe di una scelta contro il sindaco o contro la maggioranza, solo una migliore collocazione politica. Del resto anche a livello nazionale, con Lusetti o la Binetti, assistiamo a passaggi dal Pd all’Udc».

Certo che si tratterebbe, nel piccolo della realtà politica sambenedettese, di una sconfessione dell’avvicinamento fra cattolici ed ex Ds all’interno di un unico contenitore, che era in parte il progetto del Partito Democratico. Ora che, seppur non in tutta Italia, l’Udc è alleato del Pd, la collocazione degli ex “Popolari” appare naturalmente più vicina ai centristi che agli eredi del Pci.

Il sindaco non pare prendere la questione troppo sul serio nè tantomeno volersi stracciare le vesti, del resto non si tratterebbe per lui di un terremoto politico. Da parte sua non giungono commenti ufficiali al paventato cambio di casacca della Capriotti. Solo una battuta, fatta alla presenza di tutti i cronisti politici e della Capriotti stessa: «Non vorrei fosse la stessa situazione della moglie che al marito dice sempre di avere le valigie in mano ma che poi non se ne va mai».

Ma questo, mettendoci nei panni del primo cittadino, ora è veramente l’ultimo dei problemi.

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