Regione. Il politichese è la lingua più chiara di questo mondo se confrontata alla spiegazione da parte del presidente della Regione Marche dei motivi dell’assegnazione a Pietro Marcolini dell’assessorato alla Cultura con un collegamento al Turismo ancor più difficile da comprendere.

(Turismo che viene assegnato a tal Moroder Serenella (Idv ma ex Pd come Donati) con l’elenco degli incarichi (MORODER SERENELLA: -Turismo; -Protezione civile, polizia locale e politiche integrate per la sicurezza in collaborazione con il Presidente; -Politiche giovanili; Sport e tempo libero; Impianti e infrastrutture sportive;Diritti e pari opportunità) ma senza nessuna spiegazione come ha fatto invece per gli altri assessorati)

Ecco il periodo per me incomprensibile. Se mi sforzo però qualcosa capisco e cioè che è un discorso fumoso non più “adatto” perché offensivo alla politica del terzo millennio:
«La Cultura – ha spiegato il Presidente – su cui puntiamo insieme al Turismo, all’Ambiente, all’Agricoltura per creare un secondo motore di sviluppo della nostra regione, ha bisogno di sostanza e di essere collegata attraverso un assessorato trasversale, nel senso di regia economica. In sintesi, per consolidare un’ immagine culturale delle Marche da protagoniste occorrono risorse concrete e una visione d’insieme dei progetti realizzabili, attraverso un’integrazione disciplinare con il Turismo –Ambiente e Agricoltura – oltre alla capacità di intercettare risorse ed investimenti. In tal senso meglio dell’assessore al Bilancio – ha chiosato Spacca- non potrebbe esserci. “

Insomma Spacca ha ridimostrato di essere bravissimo a parlare senza dire niente.

Ma al di là di queste mie considerazioni assolutamente personali, io come residente del Piceno rivendico al fabrianese Spacca il diritto di un assessore al turismo in quanto la Riviera delle Palme può ancora rivendicare la dote di riviera marchigiana di eccellenza con presenze superiori alle altre. Seppur ancora per poco. Anzi questo è probabilmente il colpo mortale che invertirà la tendenza facendo diventare la Riviera Picena cenerentola anche sui numeri, oggi in ribasso ma tuttora a noi favorevoli.

Chiedo quindi, e credo che un buon 80% dei residenti piceni (di tutte le bandiere) sia d’accordo con me, che venga immediatamente nominato assessore al turismo il nostro Paolo Perazzoli che, tra l’altro, ha basato la sua campagna elettorale sull’esperienza e sulla sua capacità di battere i pugni sul tavolo (delle decisioni regionali) per ridare al nostro territorio quello che gli spetta e che i nostri avi e pioneri del turismo hanno conquistato con tanti sacrifici e materia grigia.

E’ una richiesta che pongo all’attenzione dei nostri diecimila lettori per un’iniziativa che dovrà mettere Spacca e compagni con le “spalle al muro”. Se ciò non avverrà, invito le cittadinanze rivierasche a prepararsi ad una campagna di secessione dalle Marche o da altre iniziative (federalismo?) che ci rendano indipendenti e non più “visitabili” soltanto in campagna elettorale. In molti “barano” per ottenere voti e molti cittadini piceni oggi si sentono derubati.

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