SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Otto splendide gru nei cieli della Sentina: nella mattinata di domenica scorsa all’interno della Riserva Naturale sono stati osservati questi ospiti rari e inattesi.
Le gru sono maestosi uccelli migratori di notevoli dimensioni, alti fino a 120 centimetri e con una apertura alare che supera abbondantemente i 2 metri.

In questo periodo le gru, così come il resto dell’avifauna migratrice, stanno compiendo il consueto lungo viaggio che le porterà dall’Africa dove hanno trascorso l’inverno al nord Europa, dove avverrà la riproduzione e la crescita dei piccoli. Durante questa traversata di migliaia di chilometri è indispensabile la presenza di zone umide e spazi verdi adatti per la sosta, il riposo e il nutrimento.

Tra i laghi del Gargano e la foce del Po, la Sentina rappresenta uno dei pochi lembi di costa che si prestano ad ospitare queste specie di uccelli.

Proprio in questi giorni sono stati avvistati anche diversi esemplari di Cavaliere d’Italia, Falchi di Palude, Garzette ed è stata anche segnalata una coppia di Fratini: piccoli uccelli che vivono sulla spiaggia, dove nidificano. La popolazione di fratini, a causa dell’antropizzazione delle spiagge, si è notevolmente ridotta negli ultimi decenni e quindi la loro presenza è un segnale sicuramente positivo.

Queste settimane costituiscono quindi uno dei momenti migliori per tutti coloro che, armati di fotocamera, pazienza e un pò di fortuna, hanno voglia di osservare queste magnifiche specie. E sono anche dei momenti speciali per comprendere appieno, qualora ancora non si sia capito, l’importanza per l’equilibrio ambientale di un territorio inurbanizzato come quello della Sentina.

Un tesoro di natura e cultura da preservare. Della serie: “altro che centrale nucleare” (ebbene sì, insistenti e folli idee danno San Benedetto come possibile sito per il nuovo nucleare italo-francese, e la Sentina potrebbe essere lo spazio da devastare con questa scelta non condivisibile), ma anche “altro che campo da golf”. La Sentina, ed è una idea personale di chi scrive, sta bene così com’è. Migliorandone l’accessibilità e la pulizia, certo, implementando visite turistiche e aggiustamenti naturalistici come il ripristino totale della zona umida bonificata in passato e una sentieristica ancora migliore. Ma lasciandola così com’è, bene pubblico a disposizione di tutti, per conoscere e far conoscere un lembo di natura antica e diversa dal cemento moderno. I posteri ce ne ringrazieranno.

Le foto delle gru sono consultabili sulla pagina facebook della Riserva Sentina o nel sito www.riservasentina.it

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