SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Prima udienza del processo a carico dell’uomo albanese accusato di maltrattamento e lesioni nei confronti della moglie.
Gli eventi risalgono al triennio 2005-2008 quando, secondo la donna, suo marito sotto l’effetto dell’alcool l’avrebbe picchiata e maltrattata davanti ai figli in diverse occasioni. Il caso è stato rinviato a luglio e sul banco dei testimoni verrà chiamata l’assistente sociale che ha seguito le condizioni psicofisiche dei tre figli.

«Beveva troppo e quando ritornava a casa erano botte su botte», dice la donna. «Si giustificava dicendo che aveva problemi e io ho sopportato fino a quando ho potuto».

La donna ha riferito che dal 2006 e per tre lunghi anni, la situazione è stata quasi sempre la stessa: quando era ubriaco ogni pretesto era buono per dimostrare violenza. Poi a suo dire, proprio quando la situazione stava degenerando, ha trovato il coraggio per denunciarlo ai Carabinieri.

Nel 2008 è fuggita di casa con i suoi tre figli e si è recata presso le autorità chiedendo protezione. Da due anni circa è ospite in una struttura o casa protetta, lontana dall’uomo che lei stessa ha accusato. Lo teme, come lo temono i suoi figli, ha riferito al giudice.

Il caso ritornerà a Palazzo di Giustizia nel mese di luglio. Verranno chiamati sul banco dei testimoni l’assistente sociale che ha seguito la donna e i suoi tre figli dopo la denuncia.

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