SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una giornata che più bella non si poteva per Ottavio Palladini, degna conclusione di una carriera di altissimo livello. Dopo aver conquistato, al debutto in panchina, una perentoria promozione con la sua Samb, si concede lo sfizio di congedarsi dal calcio giocato giocando mezzo secondo tempo e segnando anche un gol su rigore davanti al suo pubblico, quello che lo aveva visto esordire a 17 anni nella Samb che aveva appena salutato la serie B.
Con oggi fanno 129 presenze e 8 gol in campionato con la maglia rossoblu: non moltissime, dato che Ottavio fu presto “sacrificato” dalla Samb di Venturato riuscendo a tornare in rossoblu solo tre anni fa, ma abbastanza da farlo entrare nella storia della Samb, ancor di più dopo questa splendida annata tra (poco) campo e (molta) panchina. Ottavio ci scherza su: «Quest’anno ho fatto 1 presenza e 1 gol, mentre il povero Rulli in quasi 30 presenze non è riuscito a segnare neanche una rete! Scherzo, oggi ho rischiato… la morte perché volevo giocare solo gli ultimi 5 minuti mentre il presidente ha voluto che ne giocassi 25, alla fine non ce la facevo più, non mi alleno da 7 mesi…».
Dopo i sorrisi è però il momento della commozione per il buon Ottavio, acclamato da tutto lo stadio già al momento dell’ingresso in campo, con l’apoteosi al momento della trasformazione del rigore e poi a fine partita: «Questo era il migliore dei modi per chiudere la carriera: è stata una grandissima emozione segnare sotto la curva e ringraziare i tifosi, San Benedetto e la Samb per me sono tutto. Ringrazio tutti i miei collaboratori, da Chimenti a Deogratias a Lattanzi, per questa annata stupenda, partita male e finita in bellezza. Grazie alla società per avermi affidato questa responsabilità che per me è stata soprattutto una grande opportunità: la Samb mi ha dato tanto come calciatore (ndr: Palladini all’ingresso in sala stampa abbraccia Ferruccio Zoboletti, che lo vide esordire nel 1989) e spero che mi possa dare ancora tanto come allenatore». La nuova sfida di Ottavio, del resto, è già dietro l’angolo, e si chiama Serie D.
Il presidente Sergio Spina concede il giusto tributo a Palladini: «Ho spinto per farlo giocare più minuti e per fargli calciare il rigore perché era doveroso ringraziarlo come meritava, sia da calciatore che da allenatore: quest’anno è riuscito a compattare lo spogliatoio e motivare i calciatori, il materiale umano era già buono ma Ottavio è stato molto bravo». Poi uno sguardo al primo anno alla guida della società rossoblu, tra gestione dell’agonizzante Samb dei Tormenti, fondazione e presidenza della nuova Us Samb: «L’anno scorso, per come eravamo messi, facemmo un miracolo arrivando ai playout, poi purtroppo le note vicende giunte proprio prima dei playout ci condizionarono. In questo primo anno dopo la rinascita sono soddisfatto di aver vinto subito il campionato, ma la strada è ancora molto lunga: l’anno prossimo affronteremo tante squadre che puntano alla vittoria del campionato, tra cui il Teramo».
Spina, comunque, mostra di non voler perdere tempo e di essere già al lavoro per la prossima stagione: «Sappiamo dove dobbiamo migliorare la squadra: servono under che facciano la differenza, se troviamo quelli siamo a metà dell’opera. Poi serviranno una o due punte: ci sono già giocatori sotto osservazione, ma li contatteremo solo alla fine dei campionati». Ma sulle prime partite casalinghe del prossimo campionato incombe il rischio campo neutro a causa del ritardo dell’avvio dei lavori per la messa a norma e la copertura dello stadio, a questo punto ipotizzabile per inizio giugno: «Stiamo aspettando che il Comune faccia il bando, poi se i lavori verranno assegnati alla Samb cercheremo di finirli il prima possibile: c’è la possibilità di inaugurare il nuovo impianto con un’amichevole pro Borgonovo contro la Fiorentina, grazie all’intermediazione di Alfiero Caposciutti».

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