SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Hanno invaso in modo pacifico il centro di San Benedetto i ragazzi che hanno organizzato la manifestazione contro la possibile realizzazione di una centrale nucleare alla Sentina. Il pomeriggio di sabato 17 aprile infatti la zona che va da piazza Battisti, fino alla Rotonda Giorgini, si è per un attimo fermata ad ascoltare gli slogan del corteo e a leggere i cartelli dei manifestanti: «Giù le mani dalla Sentina, energia nucleare, energia assassina», e così tanti altri.

Come ha affermato lo stesso Massimo Rossi, ex presidente della provincia, «è molto positivo che dai giovani partano questo tipo di proteste a dimostrazione della loro sensibilità e del loro impegno verso certi argomenti e voglia di tutelare il territorio, la salute ed il futuro. Riguardo al nucleare, non sono credibili le affermazioni di chi dice di non volere la centrale alla Sentina ma in un altro luogo: non c’è posto dove il nucleare possa essere realizzato poiché nel malaugurato caso si verifichino dei problemi, tutti ne saremmo coinvolti».

Ha aggiunto ancora Rossi: «La strada da seguire è quella delle fonti rinnovabili, intensificando la ricerca per trovare tutti i modi possibili per utilizzare al meglio queste risorse».

Anche Daniele Primavera, consigliere di Rifondazione al Comune di San Benedetto, ha partecipato all’iniziativa: «Abbiamo aderito subito, anche se ritengo che la preoccupazione del nucleare alla Sentina sia infondata perchè si tratta di un’area protetta e non potrebbero mai realizzarci un’opera del genere. È comunque importante far capire che questa non è una manifestazione di rifiuto del nucleare alla Sentina, ma di rifiuto totale all’idea di nucleare: in qualsiasi altra località sarebbe un pericolo».

Conclude poi Primavera entrando nell’ambito politico: «Sembrerebbe che Spacca abbia dato l’assessorato all’Ambiente ad un assessore dell’Udc, un partito nuclearista, quindi dalla Regione i segnali sarebbero preoccupanti».

Il nutrito corteo ha attraversato tutto il corso, arrivando fino alla rotonda Giorgini, tornando poi indietro alla piazza di “Vale e Tino”. Il tutto è andato avanti con ordine e senza problemi. Solo per qualche minuto i manifestanti hanno bloccato il traffico di via Gramsci, ma sempre in modo pacifico.

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