SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel gennaio del 2008 due giovani sono stati trovati morti nella loro abitazione di Porto d’Ascoli. Partito il processo per i sospettati arriva la prima condanna: restano aperte le accuse per il fornitore dell’eroina killer e nel merito del secondo processo, il 16 aprile è stata discussa la relazione dei periti per chiarire le circostanze e le cause dei decessi.

L’analisi generale del medico patologo Claudio Cacaci e quella del dottore Rino Froldi dell’Università di Macerata è stata molto dettagliata e scrupolosa. In breve delineano il quadro generale del decesso: «Le tracce di stupefacente nei corpi dei defunti sono compatibili con la causa della morte».

Un caso molto delicato. Morti per overdose o per altre cause? Questo era l’ultimo dei questi che la magistratura si era posto per avviarsi alla conclusione del processo che si terrà il prossimo novembre. Le famiglie dei defunti si sono costituite parte civile al processo al fine di ottenere un risarcimento morale e materiale.

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