ASCOLI PICENO – Tanto fumo e poco, anzi niente, arrosto. Il clamore dei giorni precedenti, seguito alle dichiarazioni del Map di voler appoggiare la proposta presentata dal Pd e inserita nell’ordine del giorno della seduta di consiglio di oggi, si è ridotto ad un ripensamento dello stesso Map che ha dichiarato di voler valutare meglio tutta la situazione, anche alla luce dei pareri espressi dal dirigente generale e recapitati ai consiglieri solo poco prima della seduta. Pareri che sembrerebbero in linea con quelli già enunciati dal Ministero degli Interni, e cioè che i criteri adottati dalla precedente amministrazione sono legittimi e la competenza del procedimento era della giunta e non del consiglio. Il Pd, che chiedeva la revisione dei criteri di divisione patrimoniale adottati e conseguentemente nuove linee di indirizzo da adottare alla attuale giunta, non ha quindi più trovato l’appoggio dei quattro consiglieri del Movimento Autonomo Piceno; è anzi stato messo a votazione il rinvio dell’ordine del giorno con i voti favorevoli della maggioranza, quelli contrari di Pd, Idv e Udc, mentre i consiglieri di Rifondazione hanno abbandonato l’aula al momento del voto.

«Di che cosa stiamo discutendo? – ha sbottato in apertura di seduta Massimo Rossi – Sui giornali in questi giorni ho letto solo ipocrisie e ambiguità portate avanti per scopi strumentali. L’unico danno fatto è stato quello della divisione della Provincia, non la sua attuazione». Gli fa eco Illuminati: «Devolveremo in beneficenza il gettone di questa seduta perchè oggi dovremmo stare qui a risolvere i problemi seri del territorio e invece stiamo perdendo tempo». Una volta tanto sulla stessa linea di Rifondazione anche tutto il Pdl: «Quando eravamo all’opposizione votammo contro le misure adottate per la ripartizione – commentano Mercuri, Tassotti e Brugni – ma ormai la frittata è fatta. Gli atti, seppur da noi non condivisi, sono comunque legittimi». «State cercando di deleggittimare quello che avete votato voi stessi» attacca Raffaele Rossi rivolgendosi al Pd.

Il Map ha quindi proposto il rinvio del dibattito: «Non prestiamo il fianco ai giochi del Pd – commenta Buonfigli – e non stiamo in maggioranza per mettere i bastoni tra le ruote. Continueremo la nostra battaglia. Questo non è un passo indietro ma prendiamo tempo per una rivisitazione più attenta anche alla luce dei pareri espressi dal segretario generale in merito, e dei quali dobbiamo ancora dare completa lettura».

«Quelli del dirigente sono solo pareri; la realtà è che avete fatto retromarcia – replica il Pd con D’Angelo – Siete comprimari di questa maggioranza. La divisione con Fermo ha rappresentato una delle vostre principali ragioni di esistere durante la campagna elettorale. A dicembre, il Pdl, per darvi il contentino votò a favore di una proposta simile a quella presentata oggi da noi».

«Dovete spiegarci perchè a dicembre eravate così compatti nel votare una delibera alla quale non avete dato alcun seguito – aggiunge Mandozzi. Secondo la maggioranza, a tale delibera seguì la richiesta di pareri al Ministero competente, che avrebbe risposto in data 16 marzo ribadendo la legittimità degli iter percorsi dall’amministrazione Rossi. Per l’opposizione, tali atti andavano resi pubblici, anziché chiusi in un cassetto, lasciando la patata bollente al dirigente che ha firmato nei giorni scorsi l’atto di esecuzione della delibera di divisione.
Il presidente Celani, intervenuto a fine dibattito, ha riconoscito, anche dopo i pareri ministeriali, la regolarità degli atti ma si è detto favorevole ad una rivisitazione del tutto per individuare eventuali margini sufficienti per poter ricorrere.

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