MARTINSICURO – Il centro polifunzionale per la piccola pesca: una struttura concepita a servizio della marineria locale ma che, dalla sua realizzazione nel 2008, ha scatenato polemiche e contrasti, riuscendo a scontentare un po’ tutti: i cittadini, che hanno visto la sgraziata struttura spezzare il profilo del lungomare e il suggestivo angolo del porticciolo; le opposizioni, che hanno strenuamente combattuto per avere una struttura a basso impatto ambientale; la maggioranza Di Salvatore, che nonostante non apprezzasse appieno il progetto originario, si era detta impossibilitata ad apportare modifiche per non rischiare di perdere i finanziamenti regionali; i pescatori, che nonostante reclamino da tempo la possibilità di avere idonee condizioni di lavoro al porticciolo con l’apertura del centro, ancora non hanno ottenuto a distanza di anni quanto richiesto.

L’ultimo attrito in ordine di tempo sorto con l’amministrazione comunale riguarda l’assegnazione dei box: i pescatori hanno deciso come forma di protesta di non rispondere al bando pubblicato dal Comune.

Il motivo sarebbe l’eccessivo prezzo per gli spazi adibiti a rimessaggio delle attrezzature: 480 euro l’anno per 12 metri quadri. Una cifra, secondo la marineria, alquanto esosa per uno spazio così limitato, soprattutto se confrontata con le tariffe di San Benedetto: 600 euro per garage di 65 metri quadri. La richiesta dei pescatori allora va nella direzione di un’assegnazione – laddove ci sia la possibilità – di due locali a testa  per lo stesso prezzo.

E mentre quindi l’apertura del centro sembra dover ancora tardare, con l’arrivo della stagione estiva gli assessori all’Urbanistica Micozzi e ai Lavori Pubblici Tommolini fanno sapere che si dovrà procedere quanto prima allo sgombero delle attrezzature sulla spiaggia adiacente, per pulire l’area prima dell’arrivo dei turisti. La decisione ha suscitato ulteriori polemiche, poiché i pescatori, senza l’inaugurazione dei box non saprebbero dove sistemare reti e attrezzature di lavoro.

Sulla vicenda il gruppo di opposizione di Città Attiva definisce lo scontro «una prova di forza del tutto fuori luogo da parte degli assessori Micozzi e Tommolini nei confronti della marineria locale», invitandoli pertanto «a non procedere all’emissione della ventilata ordinanza di sgombero, rimodulando i criteri di affidamento dei locali nel senso più favorevole alla marineria, già alle prese con altri e ben noti problemi di sopravvivenza».

«Ci risulta – aggiungono – che i pescatori avessero segnalato fin dall’inizio all’amministrazione i problemi legati al sottodimensionamento dei locali».

I box del resto, sono stati realizzati per consentire ai pescatori di mettere al riparo le attrezzature della pesca ed avere degli spazi idonei per la lavorazione del pesce. A tal proposito Franca Ferreri, presidente dell’associazione Martinpescatori, aveva proposto tempo fa di utilizzare il centro polifunzionale per promuovere l’ittiturismo, portando i turisti al largo a pescare e poi cucinando in giornata i prodotti del mare nei locali appositamente attrezzati. Ma anche questo progetto, visti i ritardi nell’inaugurazione, è destinato ad rimanere ancora nel campo delle ipotesi.

«Se si è arrivati in prossimità della stagione turistica in questa situazione – conclude Città Attiva – le cause vanno ricercate nei ritardi posti in essere dall’amministrazione nella predisposizione del bando di assegnazione dei locali».

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