SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Appuntamento da non perdere venerdi 16 aprile al Teatro Concordia alle 21,15. Per la prima volta, nella Stagione concerti verrà presentato uno spettacolo operistico ricco di ben due titoli, “La Serva Padrona” di Giovan Battista Pergolesi, libretto di Antonio Gennaro e “Celebrazione… Celebre” di Benedetto Guidotti, libretto di Fabrizio Urbanelli.

Lo spettacolo vuole essere un omaggio a Giovan Battista Pergolesi, nell’anno del trecentenario dalla nascita (4 gennaio 1710).

La serata, organizzata dall’Associazione Musicale “Franz Schubert”, vuole riportare a San Benedetto un tipo di spettacolo molto in voga nel passato quando il Teatro Concordia aveva le fattezze di un Teatro d’opera con tanto di palchetti nella classica forma circolare.

Ricordiamo ad esempio gli spettacoli operistici del 1844 con la rappresentazione di “Il furioso nell’isola di Santo Domingo” di G. Donizetti o del 1846 con il “Roberto Deveraux” sempre di Donizetti, entrambi eseguiti con un’orchestra composta anche all’epoca da musicisti locali (i violinisti e violisti di Ripatransone Vincenzo e Filippo Boccabianca; i violinisti e violoncellisti sambenedettesi Guglielmo ed Emidio Neroni).

Interpreti della serata saranno per la “Serva padrona” il basso Nicola Ziccardi nel ruolo di Uberto, il soprano cinese Cao Hui nei panni di Serpina e Chiara Marangoni nel ruolo di Vespone (servo di Uberto).

Per “Celebrazione… Celebre”, il tenore Roberto Virgili Iachini nel ruolo del M° Bado Doacuto, il soprano Doriana Giuliodoro nel ruolo di Giovanna Dipetto, il basso Massimiliano Fiorani nel ruolo del “direttore del conservatorio”.

La Regia è di Daniela Terreri.

L’orchestra da camera locale “I Solisti Piceni” sarà il pregevole ensemble che accompagnerà i due spettacoli. Per l’occasione sarà composta dai seguenti musicisti: Piergiorgio Troilo (violino I), Alberto Fabiani (violino II), Alessandro Ascani (viola), Daniela Tremaroli (violoncello), Emiliano Macrini (contrabbasso), Giulio Fratini (clavicembalo), Sara Comborowska (pianoforte), Giacomo Pesaresi (flauto), Natalia Urbanelli (oboe), Andrea Piergentili (trombone), Luca Ventura e Giacomo Correnti (percussioni). Direttore Benedetto Guidotti.

Ingresso euro 8,00 – ridotto euro 4,00

Per prenotazioni e informazioni tel. 333.3184918- 0735.592564

UN PO’ DI STORIA Per il trecentenario della nascita di Giovanni Battista Pergolesi, avvenuta a Jesi il 4 gennaio del 1710, il conservatorio di Fermo che è a lui intitolato ha inteso ripresentare quello che è stato unanimemente definito il capolavoro del genere buffo, l’intermezzo “La Serva Padrona”, appunto. La prima rappresentazione avvenne il 28 agosto 1733, al Teatro San Bartolomeo di Napoli.

Nell’Opera un ricco e non più giovane signore di nome Uberto ha al suo servizio la giovane e furba Serpina che, con il suo carattere prepotente, approfitta della bontà del suo padrone. Uberto, per darle una lezione, le dice di prendere moglie: Serpina gli chiede di sposarla, ma lui, anche se interessato, rifiuta. Per farlo ingelosire Serpina gli dice di aver trovato marito, un certo capitan Tempesta che in verità è il servo Vespone che, travestito da soldato, chiede a Uberto una dote di 4000 scudi. Per non pagarli Uberto sposa Serpina, la quale da serva diventa padrona.

L’intermezzo non nacque come genere proprio, bensì come “stratagemma”, ossia per l’intrattenimento del pubblico durante il cambio delle scene tra un atto e l’altro di un melodramma.

La serva padrona infatti fu scritta da Pergolesi, che allora aveva solo 23 anni, “a intermezzo” dell’opera seria “Il prigionier superbo” da lui composta e mai si sarebbe ipotizzato che una semplice “operina”, con pochi personaggi (due cantanti e un mimo) senza scene e senza tante pretese sarebbe diventato il prototipo di un nuovo genere operistico di grande successo, quello buffo.

Con “La serva padrona” Pergolesi aveva infatti creato un nuovo modello, una perla di comicità, destinata a rimanere immortale e ad essere indicata come la vera nascita dell’opera comica; un’opera alla quale faranno riferimento i maestri della seconda metà del ‘700 e che culminerà nei grandi lavori rossiniani. Pergolesi e Rossini, due grandissimi operisti entrambi vanto della nostra regione, evidentemente ricca di creatività artistica. Il capolavoro di Pergolesi è stato già rappresentato a Fermo in anni recenti, ma questa volta viene impreziosito da un intermezzo nuovo, composto per l’occasione da un compositore dello stesso Conservatorio di Fermo, il sambenedettese Benedetto Guidotti. “A guisa d’intermezzo”, come recita il sottotitolo, esso vuole “celebrare” (da qui il titolo) la memoria del “grande” e riproporre uno spettacolo buffo in ambientazione moderna. Autore del libretto un altro sambenedettese, Fabrizio Urbanelli.

La vicenda è ambientata ai nostri giorni presso il conservatorio “G. B. Pergolesi” di Fermo dove il Direttore e i due Maestri di canto, Giovanna Dipetto e Battista Doacuto sono impegnati nell’intento di dar lustro alla scuola per i festeggiamenti del trecentenario della nascita di Pergolesi. Attraverso i goffi tentativi dei protagonisti vengono presi in giro bonariamente i luoghi comuni, gli “accademismi”, le seriosità dell’ambiente. Tale Intermezzo è stato composto proprio per la ricorrenza dei trecento anni della nascita di Pergolesi che aleggia coi suoi temi musicali nell’opera presente. Celebrazione… Celebre, la cui prima rappresentazione è avvenuta il 4 giugno 2009, presso il Teatro dell’Aquila di Fermo.

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