TERAMO – Ha negato ogni addebito, dichiarandosi estraneo al delitto di Adele Mazza. Romano Bisceglia, 57 anni, arrestato con l’accusa di aver ucciso e dissezionato il corpo della 49enne teramana, ha risposto a tutte le domande del gip Marina Tommolini, nel corso dell’interrogatorio di garanzia tenutosi  mercoledì pomeriggio.

Il faccia a faccia con il magistrato è avvenuto in tribunale alla presenza del legale di fiducia, l’avvocato Barbara Castiglione. «Il mio assistito sta vivendo un incubo – ha dichiarato il legale dell’uomo – Non presenterò per ora istanza di scarcerazione fino a quando non ci saranno elementi validi per farlo».

Ad incastrare Bisceglia sarebbero state delle tracce di sangue maschile trovate su una delle buste con i resti di Adele, ma l’uomo, che nega ogni responsabilità, sarebbe disposto a ripetere tutti gli esami, dando il consenso al prelievo e alle analisi del proprio sangue per confrontarlo con il Dna in possesso degli inquirenti.  

A difesa dell’uomo l’avvocato ha anche evidenziato come il suo fisico, ultimamente piuttosto debilitato, non sia compatibile con quello dell’assassino, che per compiere l’efferato delitto e tagliare il corpo della vittima deve aver impiegato molte energie e una forza fisica notevole.

Gli inquirenti intanto stanno anche indagando sulla presenza di complici che avrebbero aiutato o coperto l’assassino, e sembra che i sospetti si stiano concentrando su un teramano di 70 anni.  

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