Dal n.818 di Riviera Oggi, in edicola
Ad Acquaviva, nel gennaio scorso,  salvò la destra garantendo alla maggioranza il raggiungimento del numero legale per l’approvazione del Bilancio di previsione 2010. Come mai tornò in soccorso di Infriccioli?

«Essendo assessore, gli impegni mi avevano impedito una partecipazione costante ai consigli. Nonostante tutto mi tenevo sempre informato e quella sera, essendo libero dal lavoro sono intervenuto. Riguardo al Bilancio, questo sarebbe passato la volta successiva. In ogni caso non ho votato a favore, bensì mi sono astenuto. Amo sempre comportarmi in maniera costruttiva e quella sera ho ritenuto fosse giusto non mancare».

Così facendo ha però rotto con il suo schieramento.

«Ad Acquaviva non c’è una minoranza, è pressoché inesistente. Non è legata ad un partito in particolare e quindi poco forte. In consiglio purtroppo sono assenti persone competenti dal punto di vista politico-amministrativo. Brave persone, ci mancherebbe, ma nessuno ha la capacità di mettere in crisi la giunta».

E dell’amministrazione comunale, cosa pensa?

«Le pecche sono evidenti. Deve rivitalizzarsi e per fare ciò non servono grandi cose. Comprendo benissimo le difficoltà presenti in tempi di crisi economica, ma basterebbe un maggior impegno nelle piccole questioni, come nei settori della manutenzione del paese e del turismo».

Parteciperà ad altri consigli comunali?

«Se in futuro avrò del tempo libero potrei dedicarmi maggiormente al mio incarico. Una cosa è però certa: dal 2011 non ricoprirò più ruoli di questo tipo. La mia esperienza ad Acquaviva si chiuderà definitivamente».

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