ASCOLI PICENO – Si va verso una situazione non certo facile da gestire per il Pdl provinciale per quello che riguarda la ripartizione degli immobili con Fermo. Giovedì, nel corso della seduta di consiglio, verrà discussa una delibera, presentata dai consiglieri del Partito Democratico, sugli indirizzi da dare alla giunta per il trasferiemento alla provincia di Fermo del patrimonio immobiliare necessario.

Facciamo un passo indietro. La precedente amministrzione provinciale, guidata da Massimo Rossi, approvò una delibera di giunta nel gennaio 2009 sulla divisione patrimoniale con Fermo che prevedeva anche la cessione di sei immobili presenti nel territorio ascolano. Tale delibera non fu votata da alcuni componenti della giunta del Partito Democratico, ennesima spaccatura nel fronte della maggioranza che diede avvio alle diatribe preelettorali culminate con la presentazione di due candidati, Mandozzi e Rossi, e che favorì di fatto la vittoria del centrodestra alle successive elezioni.

Proprio il centrodestra, in particoalre il Map, fece, a detta del partito democratico, della divisione del patrimonio con Fermo un cavallo di battaglia della propria campagna elettorale. Nello scorso dicembre il Map ripropose la questione con una delibera nella quale si chiedeva la rivisitazione in sede di consiglio dei parametri di divisione stabiliti dalla precendete giunta, approvata da tutto il consiglio tranne che dai consiglieri di Rifondazione. Pochi giorni fa, però, il dirigente della Provincia Ortenzi ha firmato l’atto di cessione degli immobili senza che su tale azione si fosse alzata alcuna voce da parte del presidente Celani e del gruppo del Pdl. A tal proposito ci sarebbe un sms inviato dallo stesso dirigente a Celani e ad Allevi per avvisare dell’imminente procedimento, ma il messaggio sarebbe stato letto soltanto il giorno dopo quando era ormai troppo tardi.

Così oggi, in una conferenza convocata dal Partito Democratico e alla quale erano presenti i consiglieri provinciali Mandozzi e D’Angelo e i neo eletti consiglieri regionali Canzian e Perazzoli, si è discusso sull’ordine del giorno di domani.

«E’ necessario rivedere i criteri di divisione perchè alcuni sono illeggittimi – sostiene Mandozzi – C’è anche il parere del Tribunale che chiede di rimettere la questione su un tavolo per cercare una soluzione che possa essere accolta da tutti. Lo stesso dirigente Ortenzi ha affermato che se lui avesse avuto un parere del consiglio avrebbe aspettato a procedere con gli atti». Per D’Angelo «pur riconscendo alla giunta la legittimità dell’atto, spetta alla politica, e quindi al consiglio, il compito di discutere sulle modalità e sulle stime da fare».

«Il presidente Celani – sostiene Perazzoli – o non è in grado di controllare l’operato dei propri dirigenti, o fa finta di niente per non prendersi le proprie responsabilità, e in entrambi i casi sarebbe grave». Infine Canzian ribadisce che «non si sta amministrando un condominio, come il modo in cui il presidente e i dirigenti si scambiano le opinioni lascia pensare. Siamo di fronte ad una maggioranza inadueguata. Non è inoltre possibile – conclude – che il Map faccia sia maggioranza che opposizione, ognuno si deve prendere le proprie responsabilità».

E ieri proprio il Map ha fatto capire che, rimanendo coerente con le proprie linee guida, voterà a favore della delibera. Se dovesse esserci l’approvazione del consiglio e in seguito della giunta, la questione finirebbe al Tar.

Rifondazione comunista ha invece più volte ribadito la legittimiità della scelta fatta dalla giunta di allora, sostenendo come questa fosse maturata dopo diversi dibattiti proposti ed affrontati in sede di consiglio.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 819 volte, 1 oggi)