*dietista
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Molte sono le funzioni del ferro nell’organismo. Prima fra tutte, permette all’ossigeno di legarsi all’emoglobina per essere trasportato a tutti i tessuti, è inoltre fondamentale per il lavoro muscolare ed entra in gioco in molti complessi meccanismi del metabolismo, rendendo possibile alcune funzioni indispensabili alla vita.
Il fabbisogno di ferro è di 18 mg al giorno nelle donne in età fertile e di 12 mg negli uomini, secondo i L.A.R.N. ( Livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti per la popolazione italiana).
Normalmente l’eliminazione è compensata da una dieta adeguata, e le riserve e la regolazione di assorbimento ed eliminazione, fanno sì che il bilancio venga mantenuto in equilibrio.

Tuttavia, un’anemia da carenza di ferro (anemia sideropenia) può manifestarsi per un aumentato fabbisogno, un diminuito assorbimento intestinale o un’aumentata perdita.
Sono le donne giovani con cicli mestruali abbondanti le più colpite, associate spesso ad un’alimentazione non sufficientemente ricca di ferro, oppure le donne in gravidanza. Ma anche bambini, anziani, alcolisti e vegetariani possono manifestare una carenza, così come un’anemia da sport si rivela in alcuni atleti.
Indagini e ricerche più approfondite potrebbero essere necessarie per escludere una possibile presenza di altre patologie. In ogni caso l’eventuale integrazione di preparati a base di ferro per via orale o, nei casi più gravi, di terapia per via endovenosa, andrà valutata dal medico curante o dallo specialista.

I sintomi che compaiono sono pallore, senso di stanchezza e di affaticamento anche per piccoli sforzi, palpitazioni cardiache, difficoltà di concentrazione, leggere vertigini, ma anche fragilità delle unghie e perdita di capelli.

Naturalmente l’alimentazione gioca un ruolo importante nel correggere questa carenza. Gli alimenti a più alto contenuto in ferro sono le carni (cavallo, bue), il fegato, le frattaglie, i frutti di mare, il pesce, il tuorlo d’uovo, tutti con ferro facilmente assimilabile; poi ancora legumi, ortaggi, frutta secca, cacao anch’essi con un discreto contenuto in ferro, che però, per la maggior parte, non viene assorbito, e quindi eliminato con le feci.

Ciò dipende dalla forma in cui esso si trova nell’alimento: il ferro emico (alimenti origine animale) è meglio assorbito di quello non-emico (vegetali).
Le fibre, oltretutto, fungono da “sequestratrici” del ferro presente. Ma sono ancora altre le sostanze nemiche del ferro, come fitati, ossalati, fosfati, tannini, calcio, polifenoli, alcuni additivi, alcuni farmaci cadmio, piombo…, ma anche una carenza di acido cloridrico ed un’ eccessiva mobilità intestinale possono compromettere il regolare assorbimento di questo essenziale elemento.
Alleate del ferro sono invece la vit. C ed il fruttosio.
Largo uso quindi a frutta (kiwi, agrumi, fragole….), pomodori e succo di limone sulla carne.

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