TERAMO – L’assassino di Adele Mazza avrebbe un volto e un nome: Romano Bisceglia, 59 anni, di origini pugliesi ma da anni residente a Teramo. L’arresto dell’uomo è avvenuto nella serata di lunedì e i particolari dell’intera vicenda, ormai giunta a conclusione, sono stati forniti stamattina (martedì) nel corso di una conferenza stampa indetta nel Comando Provinciale dei Carabinieri di Teramo, alla presenza del Comandante provinciale Antonio Salemme e dal capitano del Nucleo Operativo Nazario Giuliani.

Bisceglie era stato per lungo tempo convivente della donna, con cui era rimasto in contatto anche dopo la fine del rapporto. Secondo gli inquirenti forniva infatti ad Adele il metadone e gli stupefacenti in cambio di denaro che la donna sottraeva ad anziani tramite raggiri o con prestazioni sessuali. Il rapporto tra i due però era piuttosto burrascoso, tanto che sarebbero state diverse le occasioni in cui Bisceglie avrebbe malmenato la donna. E proprio un diverbio legato ad un mancato pagamento sarebbe stato la causa scatenante del delitto, avvenuto d’istinto e non con una premeditazione. L’uomo l’avrebbe strangolata con una corda di nailon e con fili elettrici, e poi fatta a pezzi per trasportarla con maggiore agilità. L’omicidio sarebbe avvenuto nell’appartamento (al momento sotto sequestro) di Bisceglie, che abita a poca distanza da via Franchi, anche se ancora non ci sono prove certe per stabilire se lo smembramento del corpo sia avvenuto nella stessa abitazione. Piccole tracce di sangue sono state infatti trovate nelle pareti della vasca da bagno e sul tappeto, ma tali elementi sono al momento ancora al vaglio degli inquirenti.

Dopo lo smembramento del corpo il presunto assassino avrebbe lasciato scolare via il sangue e avrebbe lavato gli arti, dopodiché li avrebbe messi dentro le buste.

I sacchi sarebbero poi stati posizionati sul carrellino e trasportati a mano in via Franchi. E’ stato infatti escluso l’uso del Kangoo bianco rubato, di cui si pensava inizialmente si fosse servito l’assassino.

Il tragitto quindi dal luogo del delitto a via Franchi, essendo stato percorso a piedi doveva essere per forza di cose piuttosto breve.

I sospetti si erano concentrati già da subito su Bisceglie per una serie di elementi, tra cui tracce di sangue maschile ed impronte digitali presenti su alcuni oggetti rinvenuti sul luogo del delitto.

Bisceglie, da ieri sera rinchiuso nel carcere di Teramo, non ha ammesso la sua colpevolezza, essendo chiuso in un assoluto mutismo, in attesa dell’interrogatorio di garanzia che sarà effettuato nei prossimi giorni.

Le indagini ora proseguono per scoprire chi abbia aiutato l’uomo (a titolo di concorso o di favoreggiamento) nelle varie fasi del delitto, poiché gli inquirenti ritengono che non avrebbe agito da solo. E’ stato perquisito a tal proposito l’autolavaggio del cognato, dal quale i Ris hanno portato via del materiale. Non ci sono però al momento altri iscritti nel registro degli indagati.

Nel corso della conferenza stampa sono stati inoltre rettificati alcuni dettagli della vicenda: l’abitazione di Adele non era stata trovata in disordine, come inizialmente era stato detto, e la donna quindi non era stata portata via a forza. L’unico elemento confermato la televisione lasciata accesa, cosa che tra l’altro era solita fare quando era fuori, per far credere che in casa ci fosse qualcuno.

Dalle testimonianze raccolte e dall’ispezione cadaverica inoltre, sembra che Adele fosse ancora viva nella mattina del Lunedì di Pasqua. Il delitto quindi si sarebbe consumato nel pomeriggio.

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