ASCOLI PICENO – La Ciip, società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato, interviene sulla questione del contratto di gestione dell’impianto di depurazione del Comune di Ascoli Piceno.

«Siamo stati costretti a chiarire questa situazione – sottolinea Paolo Nigrotti, presidente della Ciip – vorrei evidenziare alcuni aspetti che non sono stati del tutto chiariti. Innanzitutto non sussiste nessun elemento giuridico legale che possa consentire la proroga dell’appalto di gestione all’associazione di imprese Siba-Cedi che è definitivamente scaduto il 31 dicembre scorso. E inoltre la Ciip non farà nessuna nuova gara d’appalto per la gestione del depuratore».

Un altro punto che vuole chiarire la Ciip riguarda la gestione del personale ribadendo che anche senza un vincolo di riassunzione dei nove dipendenti impiegati dalla società che gestisce il depuratore, partecipò spontaneamente a varie riunioni per il mantenimento del posto di lavoro dei dipendenti della Siba, intavolando anche trattative per l’assorbimento di nove unità dedicate ad un’altra sede perché in esubero. La Cgil sembrava disponibile mentre la Ugl si oppose non accettando di sottoscrivere l’accordo, afferma Nigrotti.

«Abbiamo valutato quello che era possibile fare – sottolinea il presidente della Ciip – trovare una soluzione per mantenere i posti di lavoro, non attribuendo privilegi ai dipendenti ma riconoscendo un trattamento equo».

Si attendono a breve nuovi sviluppi dalla sentenza nella quale il giudice Giovanni Boeri deciderà in autonomia o chiederà una nuova convocazione delle parti per chiarire la questione.

IL PERCHE’ DELLA DECISIONE La Ciip dunque ha scelto di gestire direttamente il depuratore e ribadisce di avere proprie maestranze qualificate allo scopo, specificando che attualmente gestisce direttamente, già da anni, numerosi impianti di depurazione tra i quali quelli di Lido di Fermo, Salvano, Grottammare e Comunanza, definiti del tutto simili come complessità tecnica-amministrativa di gestione. La strategia aziendale di internalizzazione del servizio depurativo viene definita come finalizzata ad una “notevole riduzione dei costi operativi del servizio idrico integrato.

La Ciip inoltre sostiene che la pretesa della Siba-Cedi e del sindacato Ugl di proroga del contratto non sarebbe sostenuta da alcun presupposto giuridico-legale né da alcuna clausola contrattuale né tanto meno da altro impegno mai assunto da Ciip. La possibilità di proroga, poi, secondo Ciip risulta contra legem anche alla luce di una unanime giurisprudenza

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