SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dipendenti comunali, spostamenti in vista nelle figure dirigenziali che dirigono i vari settori. Non nel segno del consulente Giovanni Xilo, stavolta, ma nel segno del sindaco Giovanni Gaspari e del segretario generale Serafina Camastra. Una figura, quella della Camastra, verso la quale il sindaco nutre grande fiducia e stima, tanto da volerle in un primo momento affidare la funzione di direttore generale del Comune. Ma ora negli anfratti del decreto Mille Proroghe appena diventato legge dello Stato si fa divieto ai Comuni sotto ai centomila abitanti di istituire questa figura interna.

Comunque la Camastra avrà più potere e competenze, ancora non si sa bene in che modo ma di questo Gaspari è sicuro. «Guardate la vicenda della messa a norma dello stadio, la Camastra ha predisposto il bando in meno di un mese, un tempo record. Ha l’autorevolezza per dare sicurezza a tutti i dirigenti ed è una grande lavoratrice, il 31 dicembre in municipio c’eravamo solo io e lei», dice il sindaco.

Su altri versanti Gaspari sta compiendo valutazioni con la sua giunta.
«Gli spostamenti dei dirigenti? Li faremo, ma non è una bocciatura di quella riorganizzazione elaborata da Xilo – dice il primo cittadino – anzi, per me ha dato grandi frutti, non c’è paragone fra l’efficienza attuale della macchina comunale e quella che c’era prima». Eppure ora è in agenda una riduzione dei settori amministrativi interni al Comune. Una rivisitazione, quantomeno, del piano organizzativo di Xilo.
Questi argomenti sono stati esplorati in una lunga riunione di giunta giovedì scorso. Gaspari ha disposto la proroga fino al 30 aprile delle attuali funzioni dirigenziali. Cioè ha stabilito che i sette dirigenti a tempo determinato e i due dirigenti a tempo determinato (Antonio Rosati e Roberto De Berardinis) fino a quella data continueranno a rivestire i compiti dirigenziali che hanno avuto finora. Poi si cambia. Come? E perchè?

Sul “perchè” Gaspari si esprime così: «Immagino una struttura organizzativa di una vera azienda pubblica. Del settore privato vorrei mutuare il dinamismo. Le aziende sono organizzazioni dinamiche, nessun dipendente fa sempre le stesse cose ma si adatta a ruoli e funzioni diverse in base alle esigenze dell’azienda stessa. Non vedo perchè il Comune di San Benedetto non debba avere questa impostazione, credo che nessun funzionario dovrebbe sentirsi inamovibile».

Questa impostazione, e soprattutto la preponderanza di dirigenti a tempo determinato (sette sui nove totali), non gode di un grande favore da parte dei sindacati dei funzionari pubblici. Gaspari lo sa bene, per via di vicende simili ha avuto anche denunce poi archiviate di comportamento antisindacale. Uno smacco per lui, uomo della sinistra storica, vicino al mondo sindacale per biografia politica e storia personale.

Sul “come”, Gaspari ora intende indire un bando pubblico, aperto anche a chi non è dipendente del Comune di San Benedetto, per assegnare alcune posizioni dirigenziali a tempo indeterminato. Sembra che i posti da assegnare previo concorso siano tre o quattro. Non di più, dice il sindaco, «perchè vorrei lasciare al mio successore la possibilità di avere posti dirigenziali da affidare a persone di sua fiducia (con incarichi a tempo determinato)».

Ora le prospettive per il maggio dei dipendenti comunali sono varie. Ci potrà essere una riconferma degli attuali nove dirigenti in attesa del bando che rimpolperà lo schieramento dei dirigenti comunali a tempo indeterminato. Ci potrà essere invece una riduzione dei nove dirigenti in attesa del bando. Ci potrà essere infine una diversa disposizione degli attuali nove dirigenti fra i settori, in attesa del bando che porterà in Comune nuove figure a tempo indeterminato.

Saranno mesi in cui i funzionari maggiori del Palazzo non si annoieranno di certo. Ci sarà chi tremerà, chi fremerà di attesa o di timore, chi aspirerà a nuove posizioni e chi sbufferà insoddisfatto o impaziente. E si rinsalderanno scuole di pensiero: chi crede che un dirigente a tempo determinato sia ricattabile dalla politica, chi al contrario ritiene i dirigenti “provvisori” un fattore di produttività maggiore, in una ottica di “spoil system” alla sambenedettese. Chi loda il sindaco qual novello Brunetta (ma “de sinistra”) fautore di un efficientismo aziendalista, chi lo criticherà come tagliatore di teste e antisindacale, chi valuterà positivamente una scossa di virtuosa elettricità sui troni dei funzionari che restano con il loro potere e la loro responsabilità quando il politico va a casa, chi infine criticherà Gaspari come fautore di girandole che disorientano i funzionari.

Non ci si annoierà, a Palazzo.

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